La Banca Centrale Europea ha annunciato il taglio di 25 punti base lo scorso 5 giugno, apportando notevoli benefici nel mondo dei prestiti.

Dopo questa decisione il tasso sui depositi è stato portato al 2,00%, quello di rifinanziamento principale al 2,15% e quello marginale al 2,40%. Una notizia che interessa molto da vicino soprattutto chi sta pensando di chiedere un prestito personale, ma coinvolge indirettamente anche i mutui.
La prima conseguenza diretta dei tassi BCE è l’abbassamento immediato del costo del denaro. Per comprendere meglio il concetto, è utile sapere che per esempio il tasso medio per i prestiti personali da 10.000 euro in 5 anni si attesta tra il 6,8% e il 7,9% per quanto riguarda il TAN, e tra il 6,99% e l’8,50% per quanto riguarda il TAEG.
Dopo il biennio 2022-2023, che ha visto tassi di interesse raggiungere i massimi storici, la rata mensile oggi è decisamente più leggera, con risparmi che possono superare i 150 euro l’anno. Naturalmente tutto questo si traduce in un vantaggio per chi vuole chiedere un prestito ma ha comunque bisogno di liquidità, da investire per finanziare progetti o semplicemente per affrontare con maggiore serenità spese improvvise, ma a condizioni decisamente più vantaggiose. La BCE, vista la risposta positiva del mercato, potrebbe decidere di abbassare ulteriormente i tassi, rendendo il credito al consumo più fruibile e accessibile per tutti.
In ogni caso, prima di richiedere un prestito, gli esperti suggeriscono comunque di valutare attentamente alcuni elementi chiave. Uno di questi è il TAEG, il principale indicatore del costo totale di tutto il finanziamento, poiché comprende gli interessi indicati dal TAN, ma anche tutte le spese accessorie. La cosa migliore sarebbe quindi valutare diverse tipologie di offerte, tenendo conto in primis proprio del TAEG.
Un altro aspetto che merita di essere valutato con grande attenzione è il tempo. Una rateizzazione più lunga consente probabilmente di pagare rate mensili più sostenibili, ma il carico degli interessi è maggiore. Una rateizzazione breve invece potrebbe prevedere rate mensili più sostanziose, ma gli interessi dovrebbero essere minori, poiché minore è il lasso di tempo in cui viene estinto il debito. In linea generale un piano di rimborso di 5 anni dovrebbe offrire un buon equilibrio tra la sostenibilità della rata e l’incidenza degli interessi nel corso del tempo.
Infine le valutazioni devono tener conto anche delle finalità del prestito. Le condizioni infatti possono variare notevolmente a seconda che si tratti del prestito per acquistare un’auto, per effettuare lavori in casa o semplicemente per la necessità di liquidità.
In ogni caso, alla luce delle nuove condizioni, questo sembra essere un buon momento per chiedere un prestito personale. Ne esistono numerose opzioni per privati e aziende, consultabili sul sito di youFin, dove è possibile anche richiedere consulenza e supporto per conoscere i servizi finanziari corrispondenti alle proprie esigenze individuali.
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