Coldiretti Calabria lancia l’allarme sul calo dei prezzi dell’olio extravergine, puntando il dito contro gli oltre 7mila commercianti regionali che imporrebbero prezzi speculativi. Chieste immediate verifiche sull’origine dell’olio.

Secondo Coldiretti Calabria la causa del vistoso calo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva, nonostante la produzione e la qualità siano ottime, risiede negli oltre 7.151 commercianti di olio che operano in regione.
Questi soggetti, “senza scrupoli e forse praticando pratiche sleali“, immetterebbero sul mercato olio proveniente “chissà da dove” a prezzi stracciati, creando effetti distorsivi sull’intera filiera. In pratica, dominerebbero il mercato e imporrebbero prezzi al di sotto dei costi di produzione agli olivicoltori.
Dall’esame di alcuni dati ufficiali elaborati dall’ufficio economico della Coldiretti calabrese, emergono infatti “dinamiche opache che stanno alterando il mercato dell’olio extravergine d’oliva”. Coldiretti insiste sulla presenza di abusi di mercato che “stanno inquinando il mercato e ne minano il corretto meccanismo di funzionamento”.
La Sproporzione dei Dati
L’associazione ha fornito un quadro comparativo che evidenzia la sproporzione:
- In Puglia, prima regione olivicola con circa 350mila ettari, operano 1.580 commercianti di olio.
- In Calabria, con una superficie di 184mila ettari (circa la metà della Puglia), sono presenti ben 7.151 commercianti di olio.
- In Toscana, regione vocata all’export, i commercianti sono solo 2.523.
Per Coldiretti, questa “rincorsa al ribasso, machiavellicamente pilotata” ha fatto scendere il prezzo dell’olio extravergine, un fenomeno che mette in ginocchio il settore olivicolo calabrese.
Olio extravergine Calabria, la Richiesta: Controlli e Trasparenza
Per contrastare il fenomeno, Coldiretti chiede misure urgenti e regole più forti per evitare che le speculazioni continuino a danno degli olivicoltori. Servono subito controlli rapidi presso gli stabilimenti per verificare l’origine dell’olio stoccato e la presenza di pratiche sleali.
L’associazione chiede anche un rafforzamento dei sistemi di tracciabilità e controllo, garantendo verifiche omogenee e in tempo reale su tutta la filiera. Il comparto olivicolo calabrese non chiede protezioni, ma “regole chiare, trasparenti e comuni. Solo così potremo difendere i produttori onesti e garantire ai consumatori un vero extravergine 100% italiano, frutto di qualità, lavoro e legalità”.
Coldiretti invita i produttori a non svendere l’olio, ma ad attendere, e suggerisce ai cittadini di rivolgersi alla rete dei produttori di Campagna Amica per garantire una fornitura dal produttore al consumatore, denunciando inoltre presso i loro uffici eventuali pratiche anomale.
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