L’assessore regionale Gianluca Gallo interviene dopo le denunce Coldiretti sul calo dei prezzi dell’olio in Calabria, accusando le speculazioni e gli oli esteri. Chiesti controlli severi e tracciabilità rafforzata.

L’assessore all’Agricoltura, Risorse agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria, Gianluca Gallo, interviene su quanto recentemente denunciato da Coldiretti Calabria in materia di prezzi dell’olio calabrese.
La Coldiretti ha infatti puntato il dito contro gli oltre 7.151 commercianti di olio presenti nella regione, accusati di imporre prezzi speculativi e di creare effetti distorsivi sull’intera filiera. Secondo l’associazione, questi operatori, operando con pratiche sleali, immetterebbero sul mercato olio di provenienza incerta a prezzi stracciati, dominando il mercato e imponendo costi al di sotto dei costi di produzione agli olivicoltori, nonostante la produzione e la qualità siano ottime.
Prezzi olio extravergine a picco in Calabria, Gallo: “Inaccettabile che il patrimonio venga svilito”
L’assessore Gianluca Gallo ha accolto l’allarme, esprimendo preoccupazione per le manovre speculative che stanno mettendo in difficoltà i produttori.
“L’olio calabrese è uno dei simboli più autentici della nostra terra: frutto del lavoro, della passione e della cultura agricola che da secoli caratterizzano la Calabria. È inaccettabile che questo patrimonio venga svilito da dinamiche speculative e da pratiche scorrette di mercato che nulla hanno a che fare con la qualità e con la legalità”, ha dichiarato l’assessore.
Gallo ha sottolineato che quando il prezzo dell’olio crolla mentre i costi di produzione restano invariati, significa che “c’è qualcosa di distorto nel mercato”. Per questo motivo, sono necessari controlli severi lungo tutta la filiera, per garantire che l’extravergine venduto come calabrese lo sia realmente e non sia il risultato di miscele o di importazioni “travestite da made in Italy”.
L’assessore ha espresso forte preoccupazione in particolare per la crescente presenza di oli di provenienza estera, spesso di origine tunisina, che vengono commercializzati come prodotti italiani dopo semplici operazioni di imbottigliamento o miscelazione. “Si tratta di una pratica ingannevole – ha rimarcato – che danneggia i nostri produttori, inganna i consumatori e indebolisce la credibilità dell’intero comparto. L’olio calabrese va tutelato con trasparenza, tracciabilità e controlli stringenti”.
A tal fine, Gianluca Gallo ha annunciato che la Regione Calabria sta intensificando il confronto con le organizzazioni agricole, i consorzi di tutela e il Ministero dell’Agricoltura, per mettere in campo interventi coordinati di controllo e promozione della qualità.
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