Disoccupati di Verbicaro e Orsomarso formati dal programma Gol chiedono l’assunzione in Calabria Verde. “Basta sprechi, vogliamo mettere le competenze al servizio del territorio”.

Un paradosso tutto calabrese quello che emerge dai centri collinari del Tirreno cosentino di Verbicaro e Orsomarso, dove la formazione finanziata con soldi pubblici si scontra con l’immobilismo delle assunzioni.
Al centro della vicenda c’è un gruppo di disoccupati che, dopo aver completato il programma di formazione previsto dal progetto Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol ) finanziato dal Pnrr, si ritrova con una qualifica professionale in mano, ma senza alcuna prospettiva d’impiego.
La beffa è doppia: questi lavoratori sono stati formati per diventare operatori idraulico-forestali, figure che dovrebbero occuparsi della manutenzione dei corsi d’acqua, della pulizia dei boschi e della prevenzione del rischio idrogeologico. Si tratta di interventi che la cronaca recente ha dimostrato essere non solo necessari, ma indispensabili per la sicurezza del territorio calabrese. Eppure, nonostante l’investimento pubblico per riqualificarli, il loro destino resta legato alla disoccupazione.
L’appello lanciato alla Regione Calabria e all’azienda Calabria Verde è netto: “Assumeteci“. Secondo i lavoratori, il loro inserimento rappresenterebbe un’opportunità concreta per l’intera comunità regionale. “La Regione ha investito fondi europei per formarci” spiegano “pertanto alla causa dovrebbe seguire l’effetto: integrare e ringiovanire un settore che oggi conta poche unità operative e una maggioranza di lavoratori ultrasessantenni ormai prossimi alla pensione”.
Oltre alla tutela del territorio, l’assunzione di questo personale diventerebbe uno strumento per contrastare lo spopolamento e la fuga dei talenti che impoveriscono l’entroterra. Vivere nei paesi della collina è sempre più difficile e il peso socio-economico grava su famiglie che faticano ad arrivare a fine mese tra carovita, tasse e spese sanitarie. “In questo quadro” denunciano i disoccupati “siamo spesso costretti a scegliere tra l’emigrazione o il restare senza prospettive“.
Il gruppo di Verbicaro e Orsomarso non chiede favori, ma opportunità concrete per mettere le competenze acquisite al servizio della collettività. Il clima, però, si sta surriscaldando: i lavoratori si dicono pronti a intraprendere forme di protesta ben più consistenti se non arriveranno risposte rapide dagli organi competenti.
“Siamo pronti a lavorare subito” concludono, rivendicando il diritto di restare nella propria terra con la dignità che solo il lavoro può offrire.
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