L’associazione Cara vecchia Scalea propone ai comuni di Tortora, Praia a Mare, Scalea e Papasidero di creare un polo della preistoria unico in Italia.
L’associazione culturale Cara, vecchia Scalea lancia una sfida ambiziosa ai sindaci del territorio: unire le forze per dare vita a un polo dell’archeologia della preistoria di rilevanza nazionale e internazionale. La proposta, firmata dal presidente Vincenzo de Vito, punta a mettere in rete i tesori millenari dell’Alto Tirreno cosentino, trasformando siti oggi frammentati in un circuito turistico e scientifico d’eccellenza.
Il punto di partenza è il geosito di Torre Talao a Scalea, tornato recentemente al centro dell’attenzione grazie al successo del progetto “La Torre si racconta”. L’associazione, che da anni si batte per la tutela del sito, ricorda come nel tempo siano state avanzate numerose proposte rimaste inascoltate: dalla creazione di un orto botanico alla ricerca della fonte sulfurea nella Calicella, fino alla sistemazione del giacimento di reperti paleolitici visibili a occhio nudo.
L’idea di Vincenzo de Vito è quella di superare i confini comunali per valorizzare un patrimonio che non ha eguali. In un raggio di soli 35 chilometri si concentrano infatti alcuni dei siti preistorici più importanti del Mezzogiorno: dai giacimenti di Rosaneto, Grotta della Fiumarella e Torre Nave a Tortora, passando per la Grotta della Madonna di Praia a Mare, fino alla celebre Grotta del Romito di Papasidero, sito di fama mondiale.
“La preistoria dell’Alto Tirreno rappresenta un unicum nel panorama italiano” spiega il presidente dell’associazione. Creare un polo integrato significherebbe non solo proteggere questi luoghi, ma anche favorire la destagionalizzazione turistica, attirando studiosi e visitatori qualificati durante tutto l’anno attraverso una strategia di promozione e accessibilità condivisa.
Il progetto può però diventare realtà solo con il supporto convinto delle istituzioni. Per questo motivo, l’associazione rivolge un appello diretto ai sindaci e alle amministrazioni di Scalea, Tortora, Praia a Mare e Papasidero. L’invito è quello di avviare un percorso unitario che metta da parte i campanilismi in nome di una visione culturale lungimirante.
Fare rete, secondo Cara, vecchia Scalea, è l’unica strada percorribile per trasformare un’eredità millenaria in una risorsa viva. L’obiettivo finale resta quello di garantire uno sviluppo economico sostenibile per le comunità locali, offrendo nuove opportunità alle generazioni future attraverso la valorizzazione di una storia che affonda le radici nelle origini stesse dell’umanità.
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