Cosenza: la perizia di Antonio Menegon non compare nel rinvio a giudizio per il processo sugli autovelox sequestrati. L’ingegnere vicentino avrebbe subito pressioni dopo aver fatto emergere anomalie nel sistema delle multe.
La perizia tecnica firmata dall’ingegnere vicentino Antonio Menegon, documento chiave che ha dato il via all’inchiesta sugli autovelox in Calabria e in tutta Italia, non compare nel decreto di rinvio a giudizio del processo appena iniziato.
A sollevare il caso è stato lo stesso tecnico, spiegando alla stampa veneta come l’intera documentazione depositata a settembre 2023 alla Procura della Repubblica di Cosenza sia stata “dimenticata” nel provvedimento contro i responsabili della società degli autovelox.
Secondo l’esperto, si tratterebbe di un’omissione consapevole di un atto decisivo per l’indagine, che mette a nudo un sistema di gestione degli apparecchi dai contorni poco chiari.
Dalle analisi effettuate dal perito era emerso un quadro critico: i dati delle infrazioni non sarebbero stati gestiti direttamente dalle forze dell’ordine, ma da tecnici privati. Questo sistema avrebbe permesso a soggetti esterni di manipolare i software, lasciando alla polizia locale il solo compito di validare immagini di cui non controllavano l’origine. Un meccanismo che, secondo l’accusa, nasconderebbe un enorme conflitto di interessi economico tra i Comuni e le aziende fornitrici, basato su guadagni legati al numero di multe emesse.
L’ingegnere Menegon ha inoltre ribadito che gli apparecchi risultano privi della necessaria omologazione, possedendo solo una semplice approvazione ministeriale. Un vizio tecnico che renderebbe nulle migliaia di contravvenzioni.
L’indagine per frode in pubbliche forniture e falso ideologico per induzione in errore, coordinata dalla procura bruzia, in due distinte fasi, aveva condotto il Giudice per le indagini preliminari di Cosenza a emettere un provvedimento cautelare disponendo il sequestro di numerosi autovelox installati nei comuni di San Fili, Trebisacce, Montegiordano, Piubega, Carpi, Vicenza, San Martino in Pensilis, Bagnolo di Po e altri centri italiani.
La battaglia legale condotta da Menegon ha dunque scoperchiato un sistema di interessi che lo avrebbe portato a subire forti pressioni, culminate in un allontanamento volontario, durato alcune settimane e terminato lo scorso 26 gennaio.
Sui motivi del suo allontanamento, il perito ha riferito fatti inquietanti: dall’improvvisa cancellazione dei suoi profili social alla sparizione di alcuni file riservati dal suo computer, fino all’incendio della propria automobile avvenuto in precedenza.
Su questi episodi sta indagando la Procura della Repubblica di Vicenza, che sta effettuando accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici del professionista per verificare eventuali azioni di spionaggio informatico legate proprio all’inchiesta calabrese.
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