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Nuova ordinanza in carcere per Giuseppe Scornaienchi: armi e droga nel covo di Cetraro


Notificata nuova ordinanza a Giuseppe Scornaienchi. Nel covo di Cetraro i carabinieri trovarono armi, droga e 70mila euro. Confermati i gravi indizi per i fatti di Sangineto.

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I carabinieri del comando provinciale di Cosenza hanno notificato questa mattina, giovedì 5 febbraio 2026, una nuova ordinanza cautelare in carcere a carico di Giuseppe Scornaienchi di Cetraro, in carcere dallo scorso 8 gennaio dopo un periodo di latitanza.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati di detenzione di arma clandestina, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

La misura scaturisce dai rilievi effettuati il giorno dell’arresto. All’interno del casolare rurale di Cetraro dove era nascosto, i militari avevano rinvenuto oltre 70.000 euro in contanti, tre pistole con matricola abrasa, munizioni, materiale per il travisamento e telefoni cellulari. Ingente anche il quantitativo di droga sequestrato: oltre 360 grammi di marijuana e circa mezzo chilo di cocaina, materiale che ha indotto l’autorità giudiziaria a disporre il sequestro preventivo delle somme e dei beni ai fini di confisca.

L’odierno provvedimento si aggiunge alla precedente misura cautelare che aveva raggiunto lo Scornaienchi per i gravi fatti avvenuti il 14 agosto 2025 presso la discoteca “Il Castello” di Sangineto. In quell’occasione, secondo le indagini avviate dalla compagnia di Scalea e proseguite dal nucleo investigativo di Cosenza, vennero esplosi colpi d’arma da fuoco contro un ingresso del locale, dove fu posizionata anche una lettera minatoria.

L’identificazione del presunto autore degli spari a Sangineto è stata possibile grazie all’analisi dei filmati di videosorveglianza e agli accertamenti scientifici su uno scaldacollo ritrovato nei pressi dell’auto utilizzata per il raid, poi abbandonata. Per lo stesso episodio, nell’ambito dell’operazione Thyrrenum, era già stato individuato un presunto complice. Il procedimento pende attualmente nella fase delle indagini preliminari.


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