La Procura regionale cita in giudizio quattro tecnici per il crollo del Ponte di Longobucco a maggio del 2023. Secondo le indagini della guardia di finanza le fondazioni furono realizzate in modo difforme dal progetto originale.

Quattro persone sono accusate di presunto danno erariale dalla Procura regionale della Corte dei conti della Calabria per il crollo del ponte di Longobucco.
Si tratta del responsabile unico della procedura, del direttore dei lavori e di due componenti della commissione di collaudo dell’opera, il cosiddetto viadotto “Ortiano II” realizzato nel comune cosentino.
Nonostante fosse stato costruito solo pochi anni prima, il viadotto è crollato a maggio del 2023, cedendo alla piena del fiume Trionto causata da forti piogge. L’infrastruttura avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese.

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Le evidenze tecniche raccolte hanno fatto emergere gravi discrepanze tra la progettazione e l’esecuzione. In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità, nelle successive fasi sono state realizzate delle fondazioni “dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume.
Tale difetto progettuale e realizzativo ha provocato il crollo di una delle campate il 3 maggio 2023 (foto), avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di una delle pile in alveo a causa del torrente in piena.
Sulla base degli elementi evidenziati, la procura regionale della Corte dei conti Calabria ha emesso un atto di citazione per un danno erariale di 4.789.765,79 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia, nei confronti dei quattro soggetti coinvolti. La contestazione è stata effettuata nella persona del procuratore regionale facente funzioni, Giovanni Di Pietro, avvalendosi del contributo investigativo dei militari della guardia di finanza di Catanzaro.
Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, hanno permesso di definire puntualmente le diverse fasi costruttive dell’opera, facente parte del “IV lotto della strada statale Mirto-Longobucco-Sila”. Gli accertamenti sono partiti dalla procedura di appalto integrato espletata nel 2005 da parte dell’ente attuatore comunità montana “Sila Greca Destra Crati” sino al momento del crollo, attribuito dagli inquirenti a un difetto di progettazione e realizzazione.
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