Esondazione nella notte del fiume Crati tra Cassano e Corigliano-Rossano. Allagate case e aziende nelle contrade evacuate. Il sindaco Stasi: “C’è rabbia, interventi finanzia ma mai realizzati”.
Il fiume Crati ha rotto gli argini nel corso della notte e ha sommerso d’acqua la Piana di Sibari, tra i Comuni di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, sulla fascia ionica cosentina.
Le contrade Thurio, Ministalla e Foggia, evacuate preventivamente ieri dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, sono state raggiunte dalla piena. La forza del corso d’acqua è stata implacabile: dopo aver superato i 5,50 metri nel pomeriggio di ieri, il fiume ha ceduto in almeno tre punti dell’argine destro, uno situato poco sopra la linea ferroviaria e due a valle della statale 106.
L’esondazione ha invaso case, terreni e aziende agricole, colpendo duramente un tessuto produttivo già fragile. “All’arrivo dell’acqua molti erano già fuori dalle abitazioni – ha dichiarato stamattina il sindaco Stasi – grazie all’ordine di evacuazione delle 17, mentre altri sono stati raggiunti durante la notte dall’azione congiunta di Comune, protezione civile, carabinieri, polizia e vigili del fuoco“.
Molte persone, pur avendo perso l’accesso alle proprie case, hanno scelto di restare nei pressi delle contrade alluvionate, trascorrendo la notte al freddo in attesa di poter verificare l’entità dei danni.
Sul fronte tecnico, le squadre di soccorso e le imprese incaricate hanno lavorato ininterrottamente, anche al buio e in condizioni proibitive, per tentare di tamponare le falle. La rottura a monte della ferrovia, considerata la più preoccupante, è stata già fortemente ridotta, mentre si interviene simultaneamente sugli altri squarci aperti dalla pressione idrica.
Nonostante l’impegno operativo, nelle parole del primo cittadino emerge un profondo sentimento di frustrazione per una tragedia che, a suo avviso, poteva essere evitata grazie a interventi strutturali già finanziati, ma mai realizzati.
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“C’è rabbia perché la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza – ha sottolineato con amarezza Flavio Stasi – poiché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti e lo avevamo chiesto ripetutamente”. Il timore è che per molti residenti si tratti di un tragico bis dopo le alluvioni del passato. L’auspicio delle autorità locali è che le famiglie e gli imprenditori colpiti ricevano finalmente il sostegno necessario per ripartire, senza essere lasciati soli come accaduto nelle precedenti emergenze.
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