Luigi Scornaienchi, condannato nell’inchiesta Overloading, torna libero dopo 16 anni di carcere duro: riflettori accesi sugli equilibri criminali a Cetraro.

Luigi Scornaienchi è tornato in libertà dopo aver scontato 16 anni di reclusione in regime di carcere duro al 41 bis, trascorsi tra le strutture penitenziarie dell’Aquila e di Novara per narcotraffico internazionale di droga.
Classe 1978, Scornaienchi è una figura storicamente legata al clan Muto di Cetraro ed era stato condannato nell’ambito dell’inchiesta “Overloading”, una delle principali operazioni antimafia contro il traffico di cocaina tra Sud America ed Europa. Secondo le risultanze investigative della Dda di Catanzaro, l’uomo svolgeva un ruolo operativo di rilievo quale rappresentante della “locale” di Cetraro all’interno del circuito criminale, curando i contatti con i broker internazionali.
Il traffico di stupefacenti si reggeva su un’alleanza tra diverse articolazioni della ‘ndrangheta, capace di gestire la logistica e gli aspetti finanziari di ingenti partite di droga in transito tra la Calabria, la Spagna e il Nord Europa.
Come riportato dalla testata Calabria Inchieste, in un approfondimento firmato dalla giornalista Fiorella Squillaro, la scarcerazione segna un passaggio delicato per gli equilibri criminali sul Tirreno cosentino, già sotto osservazione per le recenti dinamiche interne alla cosca.
Luigi Scornaienchi è figlio di Lido Franco Scornaienchi, noto come “Cunfietto”, ritenuto dagli inquirenti il braccio destro del boss Franco Muto e attualmente detenuto anch’egli in regime di carcere duro.
Il contesto familiare risulta centrale nelle analisi della magistratura, soprattutto alla luce dell’arresto del fratello, Giuseppe Scornaienchi, avvenuto lo scorso 8 gennaio con l’accusa di essere a capo di una nuova consorteria criminale. Per gli inquirenti, Giuseppe sarebbe una figura emergente attiva tra Cetraro e il resto del litorale, operativa con il consenso della ‘ndrina Muto e capace di riorganizzare le attività illecite sul territorio con disponibilità di armi e risorse.
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Il ritorno in libertà di Luigi Scornaienchi – riporta ancora Calabria Inchieste – si sovrappone dunque a una fase di rinnovata attenzione investigativa, in cui nuove figure familiari stanno cercando di consolidare il proprio ruolo negli assetti mafiosi locali. Resta ora da capire quale sarà il posizionamento del quarantottenne: se manterrà un profilo defilato o se tornerà a esercitare influenza nelle dinamiche criminali del territorio grazie alla sua consolidata esperienza nel settore del narcotraffico.
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