Le liste d’attesa in Calabria restano lunghe per i cittadini. Il sindacato medici italiani chiede trasparenza sui dati delle singole aziende sanitarie.

I cittadini calabresi continuano a fare i conti con lunghe liste d’attesa nella sanità. Gli ultimi dati pubblicati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) mostrano lievi miglioramenti generali, ma la situazione territoriale desta ancora molte preoccupazioni.
Sul tema è intervenuto Cosmo De Matteis, esponente di spicco del Sindacato medici italiani (Smi), ponendo una serie di interrogativi. Il rappresentante sindacale ha chiesto chiarimenti sui dati reali relativi alle singole aziende sanitarie provinciali della regione.
L’obiettivo è far luce sul primo appuntamento offerto dal Cup e sulle conseguenti rinunce dei cittadini. Diventa prioritario comprendere come siano stati rispettati i codici di priorità nel corso del 2025 per le visite urgenti.
Le inefficienze strutturali rischiano di favorire il trasferimento di prestazioni verso i privati, impoverendo il servizio sanitario. Le statistiche mostrano una costante perdita di personale tra i medici di famiglia e i pediatri.
“La Calabria resta una delle aree con la più alta migrazione sanitaria verso il Nord Italia. Per invertire la rotta servono nuovi investimenti pubblici e la rimozione definitiva dei tetti di spesa per il personale sanitario”, afferma De Matteis, presidente nazionale emerito dello Smi. Inoltre, “l’avanzata del privato ha determinato la progressiva erosione del diritto costituzionale alla tutela della salute nella regione. Senza una vera inversione di tendenza non vi sarà razionalizzazione che regga”, ha concluso.
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