Si è tenuto a Praia a Mare il convegno finale del progetto Pathos-Logico per il contrasto a ludopatia e dipendenze nell’Alto Tirreno Cosentino.
Si è tenuto venerdì 5 giugno 2026, presso un affollato Palazzo delle Esposizioni di Praia a Mare, il convegno conclusivo del Progetto “Pathos-Logico”, l’ambiziosa iniziativa di contrasto alle dipendenze patologiche e alla ludopatia che ha saputo tessere una fitta rete assistenziale e preventiva nell’Alto Tirreno Cosentino.
Promosso dal Comune di Praia a Mare in qualità di ente capofila dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) distretto socio assistenziale Praia-Scalea, il progetto ha visto la collaborazione strategica del Centro Accoglienza “L’Ulivo”, di CREA Calabria APS e di Oltre Cooperativa Sociale.
Il bilancio finale dell’iniziativa ha certificato numeri straordinari sul piano della divulgazione e dell’impatto territoriale. La campagna di sensibilizzazione digitale ha registrato un successo travolgente, superando le 221.000 visualizzazioni complessive e raggiungendo oltre 63.000 utenti unici sui canali Instagram, Facebook e TikTok.
Un riscontro ampiamente positivo che si riflette anche sul campo: ben 16 istituti scolastici capillarmente coinvolti, 439 studenti formati e 105 accessi complessivi registrati presso gli sportelli d’ascolto “Spazi Comuni” di Praia a Mare e Verbicaro, a dimostrazione di come il portale “Re-Start” e i presidi territoriali abbiano saputo intercettare i bisogni reali della popolazione abbattendo il muro del silenzio.
I lavori sono stati aperti e coordinati dal giornalista Egidio Lorito, che ha introdotto i relatori e scandito i tempi di un fitto e profondo dibattito. Nel portare i saluti istituzionali, il sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo, ha evidenziato la salvaguardia del tessuto locale: “I dati emersi sul nostro territorio sono allarmanti, specialmente per il gioco d’azzardo. Per questo motivo, l’attivazione di progetti integrati come Pathos-Logico è cruciale per arginare la destrutturazione sociale ed economica delle nostre comunità”.
Subito dopo, Caterina Torchio, responsabile dell’ufficio di Piano Ato Praia-Scalea) ha acceso i riflettori sul dramma sommerso delle famiglie: “Le dipendenze ricadono pesantemente sui nuclei familiari. Abbiamo ricevuto tantissime richieste d’aiuto e, grazie alla collaborazione attiva con l’Arma dei carabinieri, siamo riusciti a risolvere situazioni difficilissime e a salvare giovani vite. Questo progetto ha finalmente colmato un vuoto assistenziale, creando lo spazio d’accoglienza che prima mancava”.
Il punto di vista economico e aziendale è stato tracciato da Ciro Riente, presidente dell’ordine dei Dottori commercialisti di Paola, che ha spiegato come le imprese possano fungere da sentinelle: “Spesso la crisi finanziaria delle microimprese è legata alla ludopatia, poiché i conti aziendali vengono cannibalizzati per il gioco. Intercettare precocemente questi segnali contabili è vitale per anticipare il dissesto economico”.
Un’analisi confermata dalle referenti di Bcc Calabria Nord, Sabrina Cersosimo e Alessia Campilongo, che hanno affrontato il tema dell’educazione a un uso consapevole del denaro: “Scommettere oggi è facilissimo, basta uno smartphone collegato al proprio conto corrente. Dai nostri dati interni notiamo che i picchi di transazioni per il gioco online si concentrano nei primissimi e negli ultimi giorni del mese, in esatta concomitanza con l’accredito di stipendi e pensioni. È nostro dovere formare il personale bancario per intercettare e prevenire questi comportamenti a rischio”.
Di grande impatto l’intervento del procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, che ha delineato i risvolti penali del fenomeno: “Le dipendenze generano usura, furti, estorsioni e violenze intrasfamiliari. La criminalità organizzata lucra ampiamente sul business del gioco d’azzardo. È necessaria una rete reale a tutti i livelli e un invito va anche ai giornalisti, affinché siano propositivi. Attenzione anche ai social, dove alcuni influencer illudono i ragazzi mostrando vincite facili che nella realtà non esistono”.
Giuseppe Peri, presidente del centro accoglienza “L’Ulivo”, ha illustrato l’impianto operativo e di coordinamento generale gestito dall’ente partner, ripercorrendo la sinergia d’actione strutturata sul campo con i Ser.D. e i monitoraggi scientifici condotti.
I dati e le dinamiche psicologiche emersi tra i più giovani sono stati sviscerati da Maria Grazia Rago, responsabile organizzativa e della prevenzione del centro “L’Ulivo”: “Abbiamo lavorato in 16 istituti scolastici in sinergia con i docenti. È emerso che i ragazzi hanno un disperato bisogno di ascolto; il momento del Circle Time è stato il più apprezzato. Tuttavia, c’è una forte normalizzazione del rischio: l’alcol è visto solo come svago e i giochi online come passatempi innocenti. Fino a 15 anni si gioca la paghetta, dai 16 anni in poi, con i primi lavoretti, le cifre aumentano. Il gioco online investe soprattutto i maschi e, purtroppo, i giovani non vedono più gli adulti come punti di riferimento, rifugiandosi nel virtuale”.
L’efficacia della progettualità e delle attività sanitarie collegate è stata ribadita con forza da Roberto Calabria, dirigente medico e direttore facente funzione dell’Uoc Ser.D. di Cosenza e Scalea: “Siamo stati contattati personalmente da oltre 140 persone, tra cui moltissimi ragazzi carichi di domande. Un anno di progetto, però, è troppo poco: serve dare continuità a questa bellissima esperienza. Un dato storico importante: nel 2025, grazie a questo lavoro di rete, la provincia di Cosenza è ufficialmente uscita dalla ‘zona rossa’ nazionale della ludopatia, dove prima occupava tristemente il terzo posto”.
Le conclusioni della serata sono stati affidate a Renato Caforio, esperto di dipendenze patologiche della Regione Calabria. Caforio ha sancito il successo dell’iniziativa annunciando importanti novità: “La Regione Calabria sta investendo molto e continuerà a stanziare fondi per garantire la prosecuzione di questi progetti, superando la frammentarietà degli interventi annuali. Proprio la settimana scorsa si è insediato l’osservatorio regionale sulle dipendenze patologiche: i report analitici di Pathos-Logico verranno immediatamente trasmessi all’osservatorio per essere recepiti e codificati come ‘buona pratica’ per l’intera Calabria. Siamo davanti a un mutamento epocale dei consumi e delle dipendenze digitali, e questo territorio ha dimostrato come si costruisce una rete socio-sanitaria vincente”.
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