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Santa Domenica Talao, il “prete influencer” don Cosimo Schena incanta la piazza: “Il mio Francesco, un santo che scopre l’uomo”


Presentato a Santa Domenica Talao “L’eresia di Francesco. Storia di un santo che divenne uomo fino in fondo”, del prete influencer don Cosimo Schena. L’evento nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Patrono San Giuseppe.

Una piazza gremita, raccolta nel profondo senso di comunità che anticipa i festeggiamenti per il Patrono San Giuseppe. È in questa cornice suggestiva che ieri sera, a Santa Domenica Talao, si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di don Cosimo Schena, “L’eresia di Francesco. Storia di un santo che divenne uomo fino in fondo”.

Un evento che ha unito cultura, spiritualità e una forte carica emotiva, inserendosi nel programma del novenario in onore del Santo Patrono, la cui festa accende la comunità ogni anno, la domenica successiva al 20 luglio.

Ma la serata è stata anche occasione per un emozionante ricongiungimento. L’incontro è stato infatti fortemente voluto dal parroco di Santa Domenica Talao, don Miguel Angel Arenas, legato a don Cosimo da un’amicizia storica nata tra i banchi del seminario di Catanzaro.

“Ritrovarsi qui, stasera, davanti alla mia comunità – ha commentato don Miguel – è una gioia immensa. Con Cosimo abbiamo condiviso gli anni della formazione, i sogni e le fatiche della giovinezza in seminario. Anche se le nostre strade e i nostri ministeri ci tengono spesso lontani geograficamente, stasera abbiamo avuto la prova che il bene vero non subisce il tempo: è come se non ci fossimo mai lasciati”.

Un pulpito digitale per combattere la solitudine

A guidare il dialogo e a introdurre l’autore è stata una conduzione che ha subito tratteggiato il profilo unico di don Cosimo Schena: sacerdote della diocesi di Brindisi, psicologo, filosofo, ma per il grande pubblico “il prete influencer” più seguito d’Italia.

Un’etichetta che l’autore vive con estrema naturalezza. “I social e la tecnologia non sono un fine – ha subito spiegato don Cosimo –, ma semplicemente un pulpito digitale. Mi definisco un ‘ponte’, teso per combattere la solitudine dilagante, un modo per sussurrare a chi si sente distante o dimenticato che l’Amore di Dio abita proprio lì, nelle crepe e nelle fatiche della nostra quotidianità”.

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Don Cosimo Schena e il suo “Francesco”. La “carne” prima degli altari: il nucleo dell’opera

Il dibattito è entrato nel vivo analizzando l’operazione straordinaria compiuta da Don Cosimo: una vera e propria smitizzazione del santo per la riscoperta dell’uomo. Il libro toglie a San Francesco d’Assisi l’abito dell’iconografia classica – quella del santo distaccato che parla solo con gli uccellini – per restituirci un giovane uomo fatto di crisi, dubbi, ferite e conflitti, segnato da fallimenti come l’ambizione militare frustrata e la prigionia.

Don Cosimo, la cui fluidità nel dialogare è stata arricchita da spunti spontanei, inclusi i riferimenti al suo amore per il creato e per i suoi celebri cani, Tempesta e Baloo, ha chiarito che “la santità non è un superpotere innato, ma un cammino faticoso che parte proprio dall’accettazione della propria fragilità”.

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Don Cosimo Schena durante il firmacopie
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L’eresia dell’autenticità nel 2026

Al centro del dialogo è emerso il significato profondo del titolo. L’eresia di cui parla Schena non è dottrinale, ma è il coraggio di essere pienamente sé stessi in un mondo che impone l’omologazione. In un’epoca dominata dall’apparire e dal successo a tutti i costi, l’eresia di Francesco diventa un invito alla radicalità dell’amore e all’essenzialità.

Grazie alla sua formazione da psicologo, don Cosimo ha tracciato un ponte perfetto tra i tormenti del giovane d’Assisi e i disagi dell’uomo contemporaneo del 2026: l’ansia da prestazione, il senso di vuoto e l’iperconnessione che spesso nasconde una profonda solitudine sociale. “Francesco – ha aggiunto – insegna a stare dentro le proprie ferite senza scappare” .

Don Cosimo Schena: “C’è un filo invisibile tra Francesco e San Giuseppe”

Spazio anche all’ecologia integrale e alla fraternità universale, dove l’amore per Dio passa inevitabilmente attraverso il rispetto per ogni creatura vivente.

In chiusura, un suggestivo parallelismo ha legato la serata al contesto religioso attuale di Santa Domenica Talao: il filo invisibile che unisce la concretezza silenziosa, l’ombra e la custodia della famiglia tipiche di San Giuseppe – che la comunità si appresta a festeggiare – all’umanità radicale del Francesco d’Assisi raccontato nelle pagine del libro di don Cosimo Schena.

Una serata che ha lasciato il segno, dimostrando come la fede e la riflessione sanno ancora parlare al cuore delle persone quando si calano, con autenticità, nella realtà di tutti i giorni.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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