Le biciclette elettriche hanno cambiato il mercato molto più di quanto si possa pensare. Nel 2025 in Italia ne sono state vendute 256 mila e, secondo i dati ANCMA, rappresentano ormai il 20% del totale del settore, quasi il doppio rispetto all’11% registrato nel 2019.

Dopo la forte crescita del periodo pandemico, la pedalata assistita è rimasta una scelta abituale per chi acquista una nuova bicicletta. C’è chi la utilizza ogni giorno per andare al lavoro, chi preferisce pedalare su percorsi impegnativi e chi cerca un aiuto per allungare le proprie uscite senza trasformarle in una prova di resistenza. Questa varietà di utilizzo ha favorito la nascita di modelli molto diversi tra loro, dalle city bike alle mountain bike, fino alle proposte da strada e gravel. Il settore ha ormai superato l’effetto novità: oggi la scelta dipende dal tipo di percorso, dall’autonomia richiesta, dal peso della bicicletta e dal modo in cui verrà utilizzata durante la settimana.
Dalla città ai sentieri, l’offerta si è moltiplicata
La crescita del settore si vede prima di tutto nella varietà dei cataloghi disponibili. Sportissimo, per esempio, una delle realtà principali in Italia, propone una sezione dedicata alle bici elettriche suddivisa tra modelli da strada, mountain bike, gravel, city e soluzioni ibride, così da permettere al cliente di effettuare la scelta partendo dall’uso reale anziché dal solo prezzo. Una e-bike urbana deve risultare comoda nelle frequenti ripartenze, facile da gestire quando viene parcheggiata e, in molti casi, già pronta per portapacchi, luci e parafanghi. Chi pedala sui sentieri guarda invece alle sospensioni, alla tenuta delle gomme e alla risposta del motore nelle salite più ripide. Le bici elettriche da strada e gravel seguono ancora un’altra logica: peso, posizione in sella e fluidità dell’assistenza devono integrarsi con le sensazioni tipiche della pedalata sportiva. Per questo motivo, due modelli con una batteria simile possono rivolgersi a persone molto diverse.
Batteria e motore: i numeri vanno letti con attenzione
L’autonomia dichiarata è uno dei dati più osservati, ma raramente coincide con una distanza precisa. Una batteria può durare molto su un percorso pianeggiante e scaricarsi più rapidamente quando aumentano pendenza, peso trasportato e livello di assistenza. Anche il freddo, la pressione delle gomme e la frequenza delle ripartenze incidono sulla durata effettiva. I watt-ora aiutano a confrontare la capacità delle batterie, mentre la coppia del motore dà un’indicazione sulla spinta disponibile, soprattutto in salita; nessuno dei due valori, da solo, basta però a stabilire quale bicicletta sia la più adatta. Per gli spostamenti quotidiani può essere più utile una batteria facilmente rimovibile, da ricaricare in casa o in ufficio. In ambito sportivo diventano importanti anche il modo in cui il motore eroga l’assistenza e la distribuzione del peso. Prima di decidere è bene chiedere quanto costa una batteria di ricambio, quali controlli sono previsti e a chi rivolgersi in caso di problemi. Sono domande su tematiche meno immediate rispetto alla potenza o all’autonomia, ma incidono molto sulla gestione della bici dopo l’acquisto.
Città e fuoristrada guidano le vendite
I numeri del 2025 mostrano con chiarezza quali siano gli impieghi più diffusi: le e-city rappresentano il 50% delle biciclette elettriche vendute in Italia, mentre le e-MTB raggiungono il 45%. Le proposte da strada ed e-gravel si fermano complessivamente al 4% e le cargo all’1%. Dietro queste percentuali ci sono esigenze molto differenti tra loro. In città la pedalata assistita può sostituire l’auto su tragitti che con una bicicletta tradizionale sembrerebbero troppo lunghi o faticosi; sui sentieri permette di gestire meglio il dislivello e di programmare uscite più estese. Si è allargata anche la varietà di persone che le usano, perché il motore consente a persone con età e livelli di allenamento differenti di pedalare insieme. Chi acquista, guarda con maggiore attenzione anche a ciò che accade dopo la vendita, dalla durata della batteria alla disponibilità dei ricambi e ai costi di manutenzione.
Il vero segno del boom è proprio questo: l’e-bike viene ormai considerata una scelta normale in situazioni molto diverse, anche chi prima non la considerava, ora la sceglie.
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