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Diamante, magistratura in municipio. Giordano: “No infiltrazioni”

promo_insideDIAMANTE – “Nessun infiltrazione mafiosa nel Comune di Diamante”.

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È il procuratore capo di Paola Bruno Giordano a gettare acqua sul fuoco degli organi di stampa che, questa mattina, si erano affrettati a ipotizzare un legame tra il clan Muto di Cetraro e la passata amministrazione Magorno in seguito agli accertamenti svolti ieri per il tramite della polizia giudiziaria nel municipio di Diamante.

Uomini della squadra di polizia giudiziaria di Paola e dell’anticrimine, nella mattinata di martedì 23 giugno, hanno infatti prelevato diversi faldoni dal palazzo di città per trasportarli in procura a Paola.

Le ricostruzioni dell’accaduto avevano scatenato diverse interpretazioni e presunte fughe di notizie. Il procuratore capo cerca allora di mettere qualche punto fermo.

Confermata l’ipotesi di “Irregolarità nella gestione di alcuni appalti” e, in particolare, relativamente a quello per il servizio rifiuti.

“Abbiamo agito per una normale operazione di polizia giudiziaria – ha dichiarato Giordano – a seguito di una segnalazione su alcune irregolarità per degli appalti che riguardano anche la nettezza urbana”.

Ma su una cosa in particolare, il procuratore capo di Paola è stato chiaro: “L’operazione al municipio di Diamante non ha alcun legame con indagini su infiltrazioni mafiose”.

Per il resto le parole di Giordano confermano l’esistenza di un’indagine sul Comune di Diamante, affidata da lui stesso al sostituto procuratore Giovanni Calamita, “che da pochi giorni – ha precisato – lavora a Reggio Calabria”.

Quelli svolti martedì, dunque sono accertamenti preliminari effettuati dalla Procura della Repubblica di Paola per verificare i contenuti di un esposto.

“Delibere e documenti connessi – ha detto ancora Giordano – di cui abbiamo chiesto l’esibizione e non il sequestro. Sequestro e perquisizione sono due termini – ha concluso – che sono stati utilizzati impropriamente”.

Nessun coinvolgimento, infine, della Direzione distrettuale antimafia. E ciò – come già detto – per spegnere le voci circa ipotesi di infiltrazioni mafiose del clan Muto nell’accaparramento degli appalti e nella gestione delle assunzioni.

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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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