Mario Serpa, boss di Paola, è stato assolto dalla Corte di Appello di Catanzaro nell’ambito del processo Tela del ragno. Confermata la pena a 18 anni di carcere per Nella Serpa. Riformata buona parte della sentenza del rito ordinario a Paola di un anno e mezzo fa. Pene dimezzate, tante assoluzioni, sconti di pena e reati prescritti.
PAOLA – Assolto Mario Serpa.
Per la Corte di Appello di Catanzaro il boss non è colpevole. È stata invece confermata la condanna per Nella Serpa a 18 anni di carcere.
Riformata buona parte della sentenza in rito ordinario a Paola di un anno e mezzo fa. Pene dimezzate, tante assoluzioni e reati andati in prescrizione. 8 anni all’autista del 118 di Paola, Livio Serpa (in primo grado erano stati dieci). Assolti i figli di Luciano Martello, il defunto boss di Fuscaldo, Alessio e Francesco Martello (difesi da Sabrina Mannarino e Giuseppe Bruno).
13 anni a Mario Mazza (in primo grado erano stati 15). Assoluzione per Giovanni Abruzzese (15 anni in primo grado). Per molti è giunta la prescrizione. Come per Giuseppe Curioso. Per Giuseppe Lo Piano invece lo “sconto” è di due anni: da 11 in primo grado, passa a 9 in appello.
Un altro sipario cala su Tela del ragno, processo derivante dall’omonima operazione. Non l’ultimo. È questo, andato in giudicato in Corte di Appello, il principale procedimento. Quello che ha tratteggiato la storia di ndrangheta scritta a Paola e nei comuni limitrofi. Una storia scritta col sangue, con le intimidazioni e le estorsioni. Un quarto di secolo di ndrangheta che sembra passare come di un soffio alla lettura del dispositivo dopo sei ore di camera di consiglio.
La Procura generale, rappresentata dal pg Salvatore Di Maio, aveva chiesto 24 anni di carcere per Francesco Tundis. La Corte ha invece confermato la condanna in primo grado a 18 anni. Per Antonio Buono giunge la prescrizione (la corte aveva chiesto 12 anni). Per Salvatore Valerio Crivello 5 anni e 6 mesi (richiesti 17 anni), mentre Mario Martello condannato a 4 anni e 6 mesi (richiesti 12 anni e 3 mesi).
Due assoluzioni “eccellenti”, come riferito in precedenza, anche quelle di Alessio e Francesco Martello (erano stati chiesti rispettivamente 16 anni e 12 anni e sei mesi).
Pino Francesco Trombetta è stato condannato a 3 anni. Umile Miceli è stato assolto, mentre Giancarlo Gravina si becca 3 anni in continuazione della pena.
Per quanto riguarda invece Gennaro Ditto, confermata la condannato all’ergastolo, mentre sono stati assolti i suoi genitori: Antonio Ditto e Carmela Gioffrè.
Confermate anche le assoluzioni in primo grado: Paolo Brillantino, Stefano Di Vanno, Antonio Esposito, Luca La Rosa, Patrizia La Rosa, Liberato Martello Panno, Mario Matera, Umile Miceli, Andrea Occhiuzzi, Alessandro Serpa, Giuseppe Sirufo, Francesco Porco, Michele Tundis.
Le accuse erano di associazione mafiosa, estorsione e altri reati che nel 2012 furono contestati dal pubblico ministero antimafia Eugenio Facciolla, titolare dell’inchiesta della Dda.
Nutrito il collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Bruno, Sabrina Mannarino, Gino Perrotta, Antonio Quintieri, Riccardo Adamo, Francesco Sapone, Francesca Lamberti, Giorgio Zicarelli, Armando Sabato, Manuela Gasparri e Giorgia Greco.
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