Tortora, Incendio Boschivo in area montana
Nell’area montana di Tortora un incendio di sottobosco prosegue da 10 giorni. Residenti: “Costretti dal fumo a vivere con finestre chiuse”.
Fronti multipli aperti, carenza di personale e mezzi, sale operative ingolfate da richieste, difficoltà operative dettate dalla conformazione geografica. Una deleteria concomitanza di fattori che ha fatto sì che, ancora oggi, sia attivo l’incendio boschivo appiccato ben 10 giorni fa nella zona montana di Tortora, nell’area occidentale del Parco nazionale del Pollino.
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Partito tra il 23 e il 24 luglio scorsi dalla frazione di Massacornuta e favorito dalle alte temperature, l’incendio ha poi interessato in maniera significativa Monte Cucuzzata (1088 metri slm), lambendo il Monte Serramale (1.274 metri slm), per poi spostarsi verso la frazione Pizinno di Tortora.
Alcuni abitanti della località montana riferiscono che “di notte non riusciamo a dormire, è un inferno. Non possiamo aprire le finestre per non essere invasi dal fumo che rende l’aria irrespirabile”.
Il rogo – da quanto appreso – ha sempre interessato la vegetazione di sottobosco, muovendosi inesorabilmente al di sotto di alberi di alto fusto. Il timore è che possa prendere vigore, magari alimentato da raffiche di vento, e aggredire i boschi che si estendono per ettari all’interno dell’area protetta.
Il servizio anti incendio del Parco ha riferito che il rogo in questione non è stato mai segnalato, “probabilmente perché partito fuori area” e che comunque il loro intervento è limitato in questi casi al supporto al sistema regionale. Inoltre “essendo in quota – è stato precisato – le squadra Aib del Parco non potrebbero comunque intervenire. Sono zone dove i mezzi aerei sono gli unici in grado di fare qualcosa”.
Così, in effetti era avvenuto sabato 25 luglio, quando sin dal mattino due canadair erano stati inviati per lo spegnimento. Un intervento evidentemente non risolutivo. Colonne di fumo erano state avvistate dai residenti già dal giorno successivo.
In merito, la sede cosentina della sala operativa antincendio della Calabria, in tutto questo tempo ha fatto fatica a chiarire il quadro degli interventi, tra malfunzionamenti dei dispostivi in dotazione e carenze nella comunicazione col personale sul campo.
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