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Tortora: tentato omicidio nel centro storico

Ha accoltellato un compaesano. Nel ’94 aveva ucciso il suocero. Dopo una breve fuga i carabinieri hanno arrestato Italo La Cava.

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Aveva già ucciso il suocero, il 26 novembre del 1994. Ieri stava per colpire a morte ancora una volta e sempre per questioni di confini.

È stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Scalea, agli ordini del capitano Mauro Fogliani.

Si tratta di Italo La Cava, 58 anni di Tortora, che si trovava fuori dalla galera grazie all’indulto. Il fatto è avvenuto intorno alle 23.00 di domenica scorsa nel centro storico del paese. L’uomo ha aggredito un compaesano, di 27 anni, del quale non sono state fornite le generalità, per una lite che si è consumata per questioni di confini di terreno

Due pugnalate ben precise. Con un grosso coltello, Italo La Cava, ha inflitto un doppio fendente alla vittima provocando lacerazioni al costato e ad una arteria. Il ventisettenne è caduto a terra ed è stato soccorso da alcuni passanti. Ricoverato al vicino ospedale di Praia a Mare, i medici lo hanno giudicato guaribile in trenta giorni.

Italo La Cava, dopo aver colpito con la lama affilata del suo coltello, si è dato alla fuga.

Ma le ricerche dei carabinieri non sono durate a lungo, in poco più di quattro ore, a notte fonda, intorno alle quattro, i militari del capitano Fogliani hanno intercettato il fuggitivo e dopo averlo fermato per le formalità  di rito lo hanno associato alla casa circondariale di Paola, a disposizione dell’autorità  giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio.

Nelle prossime ore si procederà  alla convalida dell’arresto dell’uomo sul quale pesano come macigni almeno due fatti gravi: l’uccisione del suocero e l’incendio di alcuni terreni avvenuto nel caldo mese di agosto dello scorso anno.

Nell’aprile del 2000, Italo La Cava, era uscito con la pena dimezzata di un terzo dal giudizio della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro che, in quella occasione, ha accettato, in base alla legge Carotti, la richiesta di rito abbreviato, riducendo la pena da 23 a 15 anni di reclusione.

Italo La Cava, il 26 novembre del 1994, si era macchiato di un grave delitto uccidendo il suocero Pasquale Nuzzo, nelle campagne di Aieta.

Nel 1998, la Corte d’Assise di Catanzaro aveva ritenuto Italo La Cava colpevole dell’omicidio di Pasquale Nuzzo infliggendo una condanna pari a 23 anni di reclusione.

Il tribunale catanzarese aveva confermato la sentenza emessa il 9 maggio del ’97 dalla Corte d’Assise di Cosenza.

Anche l’omicidio del suocero di La Cava era avvenuto in seguito ad una accesa discussione per motivi di interesse, legati alla proprietà  di alcuni terreni.

Alla fine del mese di agosto dello scorso anno, invece, Italo La Cava, aveva tentato di appiccare il fuoco in più punti in alcuni terreni nella zona di Tortora.

Un testimone lo aveva riconosciuto e incastrato. Al momento dell’arresto dello scorso anno, La Cava era uscito di galera da poco tempo grazie all’indulto. L’uomo aveva sistemato vari inneschi in una zona alberata del territorio di Tortora ed il fuoco non ha avuto il tempo di svilupparsi grazie al pronto intervento dei pompieri e della forze dell’ordine.

Anche lo scorso anno, si era dato alla fuga e poi era stato trovato in una zona nelle montagne di Tortora.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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3 comments

  1. povero giuseppe

  2. si chiama giuseppe

  3. Sorvolando sull’episodio (sono solo curioso di sapere chi è il malcapitato 27enne!) e soprattutto sorvolando su tutti i benefici che l’indulto ha procurato alla… criminalità, mi chiedo come ha fatto la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro a dimezzare la pena di un terzo?!?