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Longobardi, “Autovelox fantasma”: in 8 a processo


agritek_indie_arPAOLA – Sono stati rinviati a giudizio ieri dal Gip del tribunale di Paola, Pierpaolo Bortone, il sindaco di Longobardi, Giacinto Mannarino e altre sette persone per abuso d’ufficio. Insieme a Mannarino andranno in aula l’8 aprile 2015: Salvatore Carnevale, Adele Calomino, Adriano Seymandi, Francesco Scilinguo, Mario Costabile, Marco Pizzonia e Stefano Ciocca.

Oltre al primo cittadino ci sono il responsabile dell’Ufficio tecnico di Longobardi, il responsabile del settore contabile, il legale rappresentante della Bee Team, il tecnico della ditta appaltatrice e due vigili urbani.

Le contestazioni sono nell’utilizzo inopinato degli autovelox.

Gli imputati: “Abusando dei poteri e con violazione dei doveri inerenti una pubblica funzione (o esercizio) agivano al fine di procurare un ingiusto profitto al comune di Longobardi e alla ditta Bee team di Roma (ora Bee solution) nella percentuale per ciascuno prevista nel capitolato d’appalto ponevano in essere artifici e raggiri consistiti sostanzialmente nell’attivare sulla SS18 del comune di Longobardi ben quattro postazioni fisse nello spazio di settecento metri circa funzionanti h24 per il rilevamento delle infrazioni derivanti dal superamento dei limiti di velocità”.

E in particolare si specifica: “Installandoli in maniera difforme alla normativa vigente e comunque tali da risultare invisibili oltre che ingannevoli per gli utenti della strada in modo da rivelare a danno di questi innumerevoli infrazioni ed incassarne il corrispettivo denaro tanto è che in quattro mesi circa si commutavano 19.772 verbali incassando per quelli già pagati una 17.430 euro”.

Nel comune di Longobardi secondo le accuse le postazioni erano attive anche in notturna. Mannarino si era difeso dicendo di voler tutelare la sicurezza e prevenire incidenti ma “di fatto poi non perseguendo tali obiettivi, anzi agendo in violazione della legge”. E inoltre consentiva “l’approvazione del progetto nonostante le limitate distanze (700 metri) dei quattro autovelox con rilevamento quasi simultaneo”. Un contrasto con il codice della strada “e vessatorio per gli utenti con l’obiettivo di far cassa”.

Il dispositivo secondo le accuse “era difforme dal progetto originario” e “scarsamente visibile di giorno ed invisibile di notte”. Storia nella storia il subappalto del servizio che secondo la Procura “è in netto contrasto nel bando di gara”.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Scrivano, Emma Eboli, Francesco Calvelli, Emilio Battaglia, Nicola Gaetano, Vincenzo Osso, Piera Farina, Paolo Siciliano. 


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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