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Lagonegro, nuovo ospedale: “Una gestione opaca”

Lo dice la guardia di finanza sulla progettazione del nuovo ospedale per acuti di Lagonegro. Al termine delle prime indagini sull’opera in ritardo scoperto un danno all’erario di 2milioni di euro. Denunciate 18 persone.

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LAGONEGRO – “Una gestione opaca”. Così la guardia di finanza di Potenza sulla vicenda dell’ospedale unico per acuti di Lagonegro, opera ferma al palo da più di un decennio.

Nelle scorse ore, il nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle potentine ha scoperto un danno erariale di 2 milioni di euro affiorante da un’indagine svolta su delega della Procura della Corte dei conti per la Basilicata.

Le somme denunciate fanno riferimento a quanto erogato a dicembre del 2014 a Società ospedale Lucania Spa, società subentrata nel project financing all’associazione temporanea di imprese prima aggiudicataria.

La Sol aveva richiesto il pagamento della somma per indagini geologiche e geotecniche effettuate sull’area che dovrebbe ospitare la struttura sanitaria dopo la scoperta sulla stessa di un movimento franoso, mai emerso nella fase preliminare del progetto, con conseguenti ingiustificati aggravi di costi.

I finanzieri hanno seguito le tracce burocratiche ed amministrative che hanno portato a far lievitare i costi dell’opera: dai circa 42milioni di euro iniziali agli attuali 83milioni e mezzo.

Le fiamme gialle hanno sfogliato faldoni e interrogato soggetti coinvolti nel progetto, che ancora non è entrato nella fase esecutiva, individuando irregolarità per una parte delle attività progettuali.

18 persone sono state segnalate alla procura contabile come responsabili delle anomalie riscontrate. Tra loro figurano amministratori regionali firmatari delle delibere sul progetto preliminare, sull’affidamento dell’incarico e ridefinizione del quadro finanziario e sull’approvazione del progetto preliminare e aggiudicazione definitiva del contratto di concessione.

Nell’elenco dei segnalati sono inoltre finiti i responsabili del procedimento che si sono succeduti dal 2003 al 2009 e che hanno avallato una progettazione ritenuta dagli investigatori carente rispetto a quanto previsto dalle leggi sugli appalti pubblici.

Una nuova ombra, dunque, si staglia sull’opera pubblica già pesantemente contrassegnata da una gestazione complicata.

Solo alcuni giorni fa la stampa lucana aveva tacciato come inopportuna la decisione di finanziare l’opera con i fondi del privato concedendogli in cambio un trentennio di gestione. Anche alcune clausole del contratto di project financing – secondo le fonti di stampa locale – sarebbero già da tempo al vaglio degli inquirenti contabili.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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