PRAIA A MARE – Non fu un malfunzionamento dell’impianto fotovoltaico a generare l’incendio che l’8 luglio 2014 danneggiò la sagrestia della chiesa del Sacro cuore di Gesù a Praia a Mare. (ne avevamo parlato qui e qui)

A darne notizia è la ditta, la Gap Energy Srl, che ha realizzato l’impianto per la chiesa praiese. In seguito a quell’episodio, i vigili del fuoco di Scalea stilarono un rapporto in cui indicarono l’ipotesi del guasto elettrico come causa del rogo.
“Il parroco don Franco Liporace – sostiene il privato – instaurò un procedimento di accertamento tecnico preventivo dinanzi al tribunale di Paola [..] per stabilire quali fossero i motivi posti alla base dell’occorso incendio e, conseguentemente, alla richiesta del risarcimento dei relativi danni subiti”.
Nel procedimento è stata inoltre coinvolta anche un’altra ditta che ha provveduto all’installazione dell’impianto. Il giudice avrebbe fatto proprie le risultanze di una perizia tecnica richiesta a un proprio consulente che ha escluso responsabilità derivanti dalla realizzazione e installazione dei pannelli fotovoltaici.
“La soddisfazione – si legge in un comunicato stampa della ditta – per quanto emerso dall’accertamento eseguito dal perito nominato dal tribunale di Paola, non esime il legale rappresentante della Gap energy dallo stigmatizzare, anche con veemenza, i toni che sin dal principio hanno accompagnato la vicenda, riservando, a mente fredda, la miglior tutela per quanto subito. In questi lunghi sedici mesi, purtroppo, la sbandierata, poi rivelatasi infondata, azione risarcitoria intrapresa dalla parrocchia Santa Maria della Grotta di Praia a mare ha paralizzato il lavoro della ditta che, prima dell’infausto evento, aveva avviato una campagna di diffusione dell’energia solare particolarmente vantaggiosa e con l’ammirevole fine di migliorare l’ambiente”.
Infopinione Informazione locale e opinione del Tirreno cosentino e della Valle del Noce
