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Marlane, ambientalisti: “Avevamo ragione noi”


Dopo i nuovi accertamenti disposti dalla procura di Paola nei terreni Marlane,  comitato Bonifiche e Mat rivendicano ragione e attaccano il sindaco Antonio Praticò.

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PAOLA – “I veleni sono ancora nei terreni della Marlane“. Comitato per le Bonifiche dei terreni, mari e fiumi della Calabria e Movimento ambientalista del Tirreno insorgono per una nuova battaglia.

Speranza, giustizia e verità. Sono le tre parole ricorrenti in quel limbo di territorio maledetto tra Praia a Mare e Tortora che per anni ha sfamato centinaia e centinaia di persone per poi ucciderle dopo sofferenze atroci. 107 persone morte di tumore. Per la procura di Paola che per anni ha rappresentato l’accusa nel procedimento la causa è da ricercare nelle lavorazioni e nelle poche precauzioni adottate in quella fabbrica definita dei veleni: la Marlane.

Oggi le nuove indagini non possono che essere accolte con soddisfazione dal comitato Bonifiche e dal movimento ambientalista. Il procuratore capo della procura di Paola, Bruno Giordano, ha infatti ordinato nuovi sopralluoghi sui terreni della Marlane e ha inviato un nucleo speciale (Nbcr) dei Vigili del fuoco per sondare i terreni e fare nuove analisi.

Giordano ha sentito nuove testimonianze su quanto avvenuto alla Marlane e per questo ha ordinato una nuova perizia, nonostante un processo d’appello in corso a Catanzaro e l’assoluzione di tutti i 12 imputati in primo grado a Paola.

Giordano non si è affatto arreso. Si è aperta così una nuova inchiesta. “Noi del comitato – scrive il presidente Giovanni Moccia – in tempi non sospetti consegnammo alla PM Lauri, allora titolare del processo prima di essere trasferita, una videointervista che Francesco Cirillo e l’ex operaio della fabbrica Luigi Pacchiano fecero all’ex operaio Francesco De Palma. L’operaio, nel frattempo deceduto, spiegò come avveniva l’interramento dei rifiuti tossici. Di questa intervista non se n’è mai parlato durante il processo a Paola. Si aveva interesse che non si vedesse una testimonianza evidente che avrebbe potuto dare una svolta diversa al processo”.

Poi gli attacchi al sindaco di Praia a Mare Antonio Praticò e al conte Marzotto: “Vogliono sbloccare i terreni preparandosi a una finta bonifica su pochi metri quadrati e prepararsi a un’enorme speculazione edilizia che tombi definitivamente tutti i terreni della Marlane. È prova di tutto questo non solo il contratto firmato da Praticò a nome dell’amministrazione comunale di Praia a Mare con il conte Marzotto che ha portato al ritiro da parte del comune della parte civile al processo”.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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