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Rubriche, ecco Dio nella città di Roberto Oliva


Società e fede: un rapporto indagato con gli occhi e il cuore del teologo. Vi presentiamo Dio nella città e il suo autore: Roberto Oliva.


“La fede di uno non serve per convincere gli altri mille, ma per collaborare con essi alla costruzione di un mondo più umano”. [Roberto Oliva]

PRAIA A MARE – Dio nella città è il titolo della nuova rubrica che www.infopinione.it offre ai suoi lettori. Un appuntamento mensile, il 10 di ogni mese, con approfondimenti sul rapporto tra fede e società indagato con gli occhi e il cuore di uno studente di teologia: Roberto Oliva.

L’autore è uno di quelli che il nostro messaggio “I contributi dei lettori di Infopinione sono fondamentali” lo ha colto nel segno.

Di lui abbiamo pubblicato, negli anni scorsi, alcuni pensieri in forma libera, e che abbiamo raccolto nella sezione LOSCRIVITU’ al pari dei contributi di altri lettori – amici di questo spazio virtuale. Lentamente, si è costruito un rapporto di fiducia reciproca e di confronto poiché ogni singolo apporto per riempire questo contenitore, da un articolo a un semplice commento, induce sempre alla riflessione.

Dio nella città, dunque, rubrica ad ispirazione cristiana, tratterà in ogni suo numero il rapporto tra società e fede dal punto di vista della teologia. Quando discutevamo questo progetto, Roberto mi ha specificato: “La rubrica che ho in mente non è quella dello specialista in teologia, né del prete, né del libero pensatore. Ma una rassegna con uno sguardo particolare sulla società attraverso il contributo della teologia. La fede c’è, anche in chi può non averla o condividerla. La fede di uno non serve per convincere gli altri mille, ma per collaborare con essi alla costruzione di un mondo più umano. Vorrei fosse un modo per evidenziare che il credente non è estraneo alla vita sociale, ma ne è parte integrante. Con il dialogo contribuisce al miglioramento della società”.

La teologia non è cosa per pochi eletti. Non è una pila di libri impolverati”. Così la pensa l’autore. Un concetto che è alla base della scelta del nome per la rubrica che sarà ancorata alla cultura contemporanea con uno sguardo particolare all’uomo che vive nelle nostre città e che da questo tempo è stato ferito. E in queste città, Dio si trova nella vita di ogni giorno ed è più vicino di quanto si possa immaginare.

INFOPINIONE – Chi è Roberto Oliva?

ROBERTO OLIVA – “Aldilà delle informazioni telegrafiche da carta d’identità, oppure delle descrizioni poetiche, sento di presentarmi molto semplicemente come un uomo alla ricerca. La scelta di donare totalmente la mia vita a Dio e agli uomini nel sacerdozio non ha diminuito la mia ricerca e la mia libertà. Anzi, mi sento sempre più responsabile di fronte agli uomini e alla storia nel presentarmi non come colui che sa tutto, ma come colui che si affianca a tutti. E presentare un Dio che non rimane ancorato ad un lontano passato, ma coinvolge ogni aspetto della vita personale e sociale”.

I – Chi è il teologo? Parlaci un po’ della tua formazione.

R – “La formazione teologica che mi trovo a percorrere è sicuramente una parte essenziale del mio percorso di vita. Personalmente concepisco la teologia non come una mera ripetizione di dogmi e teorie ma come la rielaborazione intellettuale e spirituale dell’unico Vangelo di Gesù Cristo. Una teologia, dunque, che si fa in ginocchio, cioè nella relazione personale con Dio, e lungo la strada, cioè ascoltando e vivendo con le donne e gli uomini del nostro tempo, con i poveri soprattutto. Il teologo dunque non è solamente colui che studia a tavolino volumi di teologia, ma colui che si lascia illuminare dalla fiamma della fede e dalle lacrime dei più fragili. E che cerca di comprendere ciò che accade nel mondo aiutando le persone ad uscire fuori da ogni forma di sudditanza e compiendo il passo decisivo verso la fraternità”.

I – Può la teologia rappresentare uno strumento di comprensione, di soluzione delle grandi questioni umane contemporanee?

R – “La teologia che recupera la dimensione dell’umiltà e del dialogo non pretende mai di risolvere problemi, ma di avviare processi di inclusione e solidarietà. Nella cultura post-umana che ci troviamo a vivere, può sembrare strano, ma la teologia coopera a rendere più umane le relazioni tra le persone. Il cuore stesso della teologia cristiana è un Dio che si fa uomo, umano troppo umano, e parla il linguaggio dell’amore che unisce e unirà sempre ogni essere sulla Terra. In secondo luogo, la teologia può aiutare a smascherare l’irrazionalità di alcune forme di falsa religiosità e incentivare il cammino verso la pace. Una fede che diventa solamente sentimento e pratica cultuale rischia la deriva nel fanatismo e talora nel terrorismo di matrice religiosa. La teologia pertanto aiuta a pensare la fede, la mette in crisi e la purifica per renderla fattore di umanizzazione e ambiente di crescita solidale”.

I – Curare una rubrica vuol dire soprattutto comunicare. Quanto ritieni sia importante farlo, ai giorni nostri, e a chi è rivolta nello specifico la tua rubrica?

R – “Mi colpisce sempre l’etimologia della parola comunicare: da communis, mettere in comune. Come la teologia, anche la comunicazione è palestra di fraternità e di solidarietà. Anche se viviamo nell’epoca dell’inflazione della comunicazione, manca spesso quella delle cose più importanti e, soprattutto, manca la comunicazione tra i volti e i gesti che celano i sentimenti più belli. Con la rubrica Dio nella città vorrei provare innanzitutto a fare amicizia con tutti coloro i quali – abbattendo ogni barriera culturale e ideologica – desiderano dialogare con i credenti e con Dio. Nell’indirizzarmi a tutti, penso in particolare all’inquietudine di coloro che non si accontentano di subire la vita, ma ne cercano l’origine e il fine. Il richiamo di questa inquietudine è quella che religiosamente si chiama Dio, ma possiamo chiamarla anche amore: veniamo dall’amore e tendiamo all’amore”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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