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Valle dell’Oliva, chiesta condanna per un l’imprenditore

Veleni interrati nella Valle dell’Oliva. Dura richiesta del PM: 16 anni e sei mesi per l’imprenditore a processo con altri con l’accusa di disastro ambientale. Nel sottosuolo del fiume Oliva sono stati rinvenuti circa 120mila metri cubi di rifiuti industriali. Nelle rilevazioni effettuate rientra anche la presenza di metalli pesanti.

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Valle dell’Oliva, l’accusa chiede una condanna e quattro assoluzioni nei confronti dei cinque imputati del procedimento in corte d’Assise.

16 anni e 6 mesi sono stati chiesti per un imprenditore di Amantea, mentre per i quattro proprietari dei terreni dove secondo la procura sarebbero stati interrati materiali altamente pericolosi che avrebbero contaminato l’area causando il disastro ambientale, il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione con formula dubitativa (ex art. 530, secondo comma).

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Secondo l’accusa si sarebbe verificato inoltre un nesso anche con la diffusione di tumori nell’area della Valle dell’Oliva che avrebbe provocato un decesso.

Il pm Maria Francesca Cerchiara nella precedente udienza aveva chiesto alla corte il tempo per approfondire tutte le carte del processo. La pratica era stata istruita in precedenza dal pubblico ministero Maria Camodeca. Per tale motivo la corte ha fissato la requisitoria del pubblico ministero a ieri. La Cerchiara dopo un’ora e mezza di discussione ha concluso rimarcando come l’imprenditore era l’unico che avesse l’impresa nell’intera vallata e che pertanto il suo ruolo è stato di primo piano. Infine l’accusa ha depositato una memoria.

Le parti civili intervenute dopo la requisitoria del pubblico ministero hanno chiesto invece la condanna oltre che del principale anche degli altri imputati del processo. Le arringhe difensive sono state previste invece per il prossimo 30 gennaio, data nella quale si presume la corte si riunirà in camera di consiglio per emettere anche la sentenza.

C’è inoltre un altro procedimento aperto a Paola a carico dei figli dell’imprenditore, comproprietari di un terreno sito in località Oliva.

E sempre nella valle dell’Oliva sono in corso anche nuove indagini. L’inchiesta è dello scorso anno e ha preso impulso dalle risultanze tecnico-scientifiche dell’Arpacal di Cosenza. Nel corso delle stesse e dei consequenziali esami è infatti emersa la presenza anche di amianto.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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