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Il popolo sovrano


Tra un mese circa cittadini della Calabria chiamati alle urne per eleggere sindaci e rinnovare consigli comunali. Tra lo spauracchio del ritorno dei mostri della politica e del sistema clientelare, una riflessione e un appello ai futuri amministratori. Lavoro, sanità e politica alta per i giovani del territorio.


“Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene fare scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto” [don Lorenzo Milani]

DIO NELLA CITTA’ – NUMERO 11, mercoledì 10 maggio 2017 – Il prossimo 11 giugno anche in numerose città della Calabria si terranno le elezioni amministrative.

Sono pertanto settimane cariche di promesse, parole e attese. Speriamo che queste attese non siano rese vane dal ritorno monotono e deleterio dei mostri della politica meridionale, tra i principali complici del sistema clientelare e mafioso nel quale viviamo da decenni.

A tal proposito sarebbe bello riscoprire il valore dell’articolo 1 della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Questa riflessione vuole recuperare l’attenzione circa il valore civico della sovranità popolare che non si limita soltanto all’esercizio del voto, ma si estende ad un processo di autentica integrazione di ogni cittadino alla costruzione del bene comune, quale fondamento di ogni Stato democratico.

Dunque, coloro i quali scelgono questo alto compito dell’amministrazione della cosa pubblica dovranno tenere ben presente che il popolo desidera e reclama uomini e donne che hanno talmente a cuore il bene del loro paese da assumersi una così alta responsabilità con onestà e abnegazione.

Il popolo è stanco infatti (anche se talora forzatamente complice) di politici-padroni che intraprendono una pratica politico-amministrativa sempre più incline agli affari personali e a corrotte forme di gestione del denaro pubblico. Queste forme di politica assomigliano molto di più ai metodi mafiosi che all’autentica gestione di una città.

Soprattutto in Calabria dove la ‘Ndrangheta ormai si traveste di numerosi e stimati personaggi importanti, il popolo desidera una classe politica che superi le litanie delle promesse illusorie ma si impegni a ricucire il doloroso strappo della sanità che costringe ormai gran parte dei calabresi a curarsi altrove oppure a morire per strada!

Pertanto ai futuri amministratori dei comuni della nostra terra accanto all’impegno per una sanità libera dai tentacoli delle mafie e dei poteri forti, chiediamo un serio investimento nel mondo del lavoro e della formazione dei giovani alla politica alta e altra!

Senza giovani che hanno la possibilità di lavorare in Calabria e quindi di formarsi un profondo senso civico e politico, ogni promessa diventa immediatamente un inganno amaro.

quarto stato


About Roberto Oliva

Laureato in Beni culturali presso l’Università della Calabria, studente di teologia presso la PFTIM-Catanzaro. Cura un blog su papaboys.org e collabora con Korazym.org e Il Sismografo. Per Infopinione redige la rubrica Dio nella città.

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