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L’amministrazione di Scalea delude sulle tasse ai cittadini


LOSCRIVITU ||| Un pensionato dice che sull’aspetto tributario si aspettava qualcosa di diverso dal nuovo governo cittadino.

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DI MICHELE CALVANO*

“Caro sindaco, cari amministratori comunali.

Sono un cittadino di Scalea e pensionato, attivista del sindacato Spi-Cgil. Vi scrivo anche a nome dei tanti pensionati della nostra città.

Con rammarico volevo esprimervi, da subito, profonda disapprovazione per le vicende amministrative e gestionali che si stanno portando avanti senza considerare le fasce deboli della popolazione.

Non era questa la prospettiva di cambiamento che i cittadini si aspettavano. Molti di noi attendevano una svolta, specie in ambito tributario.

La premessa di cui sopra non vuol essere una polemica, ma un’osservazione chiara di ciò che rappresenta il disagio creato dall’aumento sconsiderato dei tributi comunali.

Vista la realtà storica che tutti noi stiamo vivendo, a causa degli effetti legati alle restrizioni della pandemia Covid-19, non era il caso di aumentare la pressione tributaria ai cittadini che hanno sempre pagato il loro contributo per mantenere i servizi in città.

Sebbene si comprenda che l’ente sia sull’orlo del fallimento e nell’effettivo baratro, non è certo colpa dei cittadini onesti che hanno sempre pagato le tasse annualmente, se le cose non funzionano.

Per tale motivo, voi amministratori avevate il dovere di verificare, in primis, le condizioni economiche del tessuto sociale e, di conseguenza, scegliere politicamente altri parametri per riequilibrare una cassa che fa acqua da tutte le parti.

Invece avete scelto di tassare gli onesti e i poveri e quindi aumentare del 40% tutti i tributi e inviarli ai ‘soliti noti’ con la semplicità di un mero calcolo di ragioneria. Vi sembrava il momento giusto?

Eppure, durante la campagna elettorale, parlavate con enfasi, di agevolazioni per i cittadini, dando delle speranze ad ognuno di noi, grazie al fatto che negli anni precedenti alla vostra amministrazione, le tariffe comunali erano le più alte d’Italia.

Da pensionato sincero, che vive a Scalea da oltre 40 anni, mi aspettavo un amministrazione comunale sensibile alle problematiche economiche che ogni famiglia onesta vive.

La realtà economica e sociale della nostra città è duramente devastata da un enorme disoccupazione e diversi pensionati, come me, campano di pensione minima. Non sono questi i parametri che dovevate considerare prima di spalmare sulla popolazione ulteriori aumenti?

Allo stesso tempo, come si può parlare di risparmio di gestione quando si affida, attraverso un appalto di 190.000 euro, ad un azienda privata la verifica dei contatori idrici?

Non sono soldi di noi contribuenti quelli spesi per un servizio che dovrebbe e potrebbe fare benissimo l’ente con propri dipendenti?

Di fatto che cosa abbiamo risparmiato se la macchina comunale non funziona e se chi ha il mandato di una funzione pubblica, sia esso amministratore che dipendente, non fa il proprio dovere? Nulla.

Sulla metodologia della equa distribuzione del pagamento dei tributi avete considerato di applicare anche la situazione economica personale certificata dall’Isee? Niente di tutto ciò, nemmeno questo.

I cittadini di Scalea sono molto arrabbiati per questa storia che va avanti da decenni, ma anche per servizi idrici carenti, raccolta spazzatura e decoro urbano inefficiente, strade colabrodo praticabili solo con mezzi cingolati, specie nelle periferie.

Invece di aumentare i tributi, la vera sfida sarebbe stata, nell’immediato, quella di creare servizi dove mancano. Abbiamo preso un abbaglio?

Mi auguro che questo appello venga raccolto in pieno e che risvegli in voi la volontà di fare passi concreti verso soluzioni sostenibili negli ambiti che stanno a cuore ai cittadini.

Senza questa volontà politica sarà difficile andare avanti e la disuguaglianza generata dall’esempio legato all’aumento dei tributi continuerà a distruggere la fiducia nella ricrescita tanto agognata e sperata. Specie nella vostra amministrazione”.

*pensionato Spi-Cgil di Scalea

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