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Nasce il Liceo Transizione ecologica e digitale: ma che ci fanno Eni, Snam e altri?


DI ULDERICO PESCE | C’è anche Leonardo Spa, che si occupa di armamenti. Lo Stato dovrebbe tenerli lontano dalle scuole.

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DI ULDERICO PESCE*

Nasce in tutt’Italia il Liceo della Transizione ecologica e digitale (Ted), dove sono previsti solo 4 anni di studio e non 5 e preparerà i tecnici che dovranno innovare i sistemi energetici del pianeta.

Bellissimo direte. Una nuova scuola. In genere gli istituti scolastici li crea lo Stato. Dovrebbe essere così anche per questi licei sperimentali strutturati su un tema così forte e moderno: la transizione ecologica, cioè l’uscita dall’energia strutturata sul carbone e sul petrolio e l’avvio verso il solare e l’energia verde in genere.

Una scuola così deve nascere dalle viscere dello Stato. E invece c’è una novità. Questi corsi sperimentali, che partono in 28 scuole quest’anno, ma che l’anno prossimo saranno 1000, nascono grazie alla collaborazione con il Consorzio Elis.

Ah, direte, c’è un consorzio privato che partecipa? Che meraviglia. Fornirà modelli didattici esperienziali. Scopriamo che fanno parte di questo consorzio: Eni e Snam. Multinazionali che si occupano di energia fossile, di petrolio.

Un’altra azienda del consorzio è Leonardo, che si occupa di armamenti. A seguire altre ditte che lo Stato farebbe bene a tenere lontane dalle scuole.

Chiudo gli occhi e immagino il nuovo Liceo Ted a Viggiano. I professori di ruolo assunti dal Mic che si interfacciano con i dirigenti dell’Eni, i quali insegnano come uscire dal petrolio mentre le trivelle scavano petrolio a poche centinaia di metri di distanza, facendo irreparabili danni alla salute delle persone e dell’ambiente.

Sarebbe divertente un Ted a Viggiano. Mentre l’ospedale di Villa d’Agri rischia la chiusura e il vicino pozzo petrolifero vive in piena salute, sarebbe bello rischiare di far chiudere anche il Liceo Classico per dar vita al nuovo Liceo Ted.

Ma sì! A che servono Platone e Socrate o Cicerone? Che insegnino i professori dell’Eni! E poi a seguire, grazie all’Eni, tutti Tedini in Basilicata. Esci dal liceo e vai a lavorare ai pozzi. Non male. Una strategia per comprare anche gli ultimi cervelli.

Fino a qualche mese fa l’Eni entrava in alcune scuole della Val d’Agri, grazie a delle dirigenti piuttosto rilassate, distribuendo caramelline a limone, con i Progetti Scuola-Lavoro, (progetti che non hanno prodotto 1 posto di lavoro, ma che hanno portato alla morte dello studente Lorenzo Parelli).

Certo bisognerebbe vedere chi ha autorizzato ad entrare nelle scuole l’Eni nonostante il grave processo penale in corso. Ma ora entrerebbe come fondatore del novello liceo, con tanto di Dirigente scolastico in tuta gialla col cane a sei zampe stampato sul petto. Sarebbe una bella transizione. Poco ecologica.

*Attore autore e regista


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