Home / COMUNI / CETRARO / Umberto Pietrolungo di Cetraro arrestato per un duplice omicidio commesso a Vicenza nel 1991

Umberto Pietrolungo di Cetraro arrestato per un duplice omicidio commesso a Vicenza nel 1991

Arrestato un 58enne di Cetraro Umberto Pietrolungo: la procura di Vicenza lo ritiene autore del duplice omicidio Fioretto-Begnozzi. Dopo oltre 30 anni, incastrato dal Dna trovato anche su reperti sequestrati dopo una sparatoria Cirella.

mary ristorante pizzeria santa maria del cedro calabria

Umberto Pietrolungo, 58enne appartenente al clan Muto di Cetraro, è stato raggiunto oggi, martedì 11 giugno 2024, da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Vicenza in quanto sospettato di essere l’esecutore materiale del duplice omicidio Fioretto-Begnozzi avvenuto a Vicenza nel 1991.

L’ordinanza è stata notificata nel carcere di Cosenza, dove l’uomo si trova ristretto. Nel territorio della provincia di Cosenza si è reso protagonista negli anni di diversi episodi di criminalità e di annessi periodi di latitanza. Nella giornata di domani il Gip del Tribunale di Vicenza procederà all’interrogatorio di garanzia.

Lo rende noto il procuratore della Repubblica berica, Lino Giorgio Bruno, che ha richiesto il provvedimento al Gip e conta di fare finalmente luce, a distanza di 33 anni, sull’efferato fatto di cronaca che scosse il Veneto.

Ovvero l’omicidio dell’avvocato vicentino Pierangelo Fioretto, 59 anni all’epoca, e della moglie 52enne Mafalda Begnozzi, avvenuto in centro a Vicenza il 25 febbraio 1991.

Umberto Pietrolungo
Pierangelo Fioretto e Mafalda Begnozzi

SEGUI INFOPINIONE SU GOOGLE NEWS

L’omicidio Fioretto-Begnozzi a Vicenza

I due furono barbaramente freddati di sera, nel giardino della loro casa nel centro storico di Vicenza da diversi colpi di pistola, esplosi alle loro spalle. Due di essi al capo, come colpo di grazia. Le indagini si rivolsero prima verso la pista del movente professionale, poiché l’avvocato era perito del tribunale specializzato in fallimenti, poi quella di un presunto prestito di denaro concesso a qualcuno.

I vicini fornirono accurate descrizioni di alcuni uomini e di una Alfa Romeo 75, notati aggirarsi nei pressi dell’abitazione e chiedere informazioni sulle abitudini di Fioretto. Furono ritrovate due pistole, ritenute armi del delitto, e anche un guanto in pelle nelle vicinanze dell’abitazione. Tutti elementi tornati utili recentemente agli inquirenti, come vedremo dopo.

Nonostante gli indizi il caso fu archiviato, ma riaperto nel 2012, per svolgere esami del Dna sul guanto in pelle allo scopo di collegarlo all’identità di uno dei principali sospettati. L’esame diede esito negativo.

Umberto Pietrolungo: come gli investigatori sono arrivati al cetrarese

Di recente si sono quindi registrati ulteriori sviluppi nella vicenda, riferiti ancora dalla procura vicentina. Il 24 febbraio 2023, la polizia scientifica ha segnalato un accertamento di concordanza positiva al primo livello tra i profili del Dna rilevati sul guanto in pelle e il profilo di un soggetto calabrese.

Quest’ultimo profilo era stato acquisito dai reperti sequestrati a seguito del ferimento di Roberto Martini, avvenuto all’Hotel San Daniele di Cirella, frazione di Diamante, l’8 gennaio 2022 e svolti dai carabinieri della compagnia di Scalea. Per la precisione, si tratta di un capello trovato su un fazzoletto dal quale era stato isolato un profilo genetico corrispondente a quello estratto a sua volta da un tampone orale, raccolto nei confronti di Umberto Pietrolungo nel contesto di un procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica di Castrovillari.

La Scientifica ha inoltre trovato compatibilità tra le tracce papillari trovate all’epoca dei fatti di Vicenza sul silenziatore della pistola con la quale era stato freddato Fioretto con le impronte digitali prelevate a Pietrolungo in occasione del fermo di polizia effettuato per una rapina a Genova, il 26 ottobre 1991.

“E ancora – proseguono gli inquirenti -, l’acquisizione dei cartellini fotosegnaletici di Pietrolungo, rilievi eseguiti il 15 dicembre 1991 e il 3 agosto 2022, a distanza di oltre trent’anni, consentiva di evidenziare quei tratti somatici, chiari ed oggettivamente percepibili, che erano rimasti impressi e riferiti nell’immediatezza alla polizia giudiziaria da parte delle persone che, all’epoca, avevano avuto modo di guardare in viso i due uomini che per lungo tempo avevano stazionato nella giornata del 25 febbraio 1991 nei pressi dell’abitazione delle vittime”.

A completare il quadro delle indagini, la presenza stabile di Umberto Pietrolungo nei primi Anni ’90 nel nord Italia, in Liguria e Lombardia, e i rapporti intrattenuti anche con esponenti del sodalizio mafioso che faceva riferimento a Francesco “Franco” Muto. L’uomo ha risieduto a lungo in Liguria e lo stesso anno del duplice omicidio di Vicenza era stato controllato a Milano unitamente a due esponenti del clan Muto, uno dei quali suo parente, e denunciato per porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere (spray narcotizzante) e di proiettili dello stesso calibro 7,65 di quelli rinvenuti a Vicenza il 25 febbraio.

Inoltre, il 15 dicembre 1991 Pietrolungo veniva sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per i delitti di sequestro di persona e rapina a mano armata consumatisi il 26 ottobre 1991 a Genova ai danni di un gioielliere. Pochi giorni prima della rapina, il 22 ottobre 2021, era stato controllato a Gorgonzola da una pattuglia dei carabinieri in compagnia di due uomini originari di Cetraro, entrambi con precedenti penali, uno dei quali in concorso con Pietrolungo, anche per il sequestro di persona e la rapina al gioelliere.

aronne pasticceria marcellina santa maria cedro calabria

About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

Check Also

truffa falsi carabinieri

Truffa falsi carabinieri: due napoletani derubano un’anziana a Bova Marina. Denunciati dall’Arma

Truffa dei falsi carabinieri a danno di un’anziana di Bova Marina: sottratti gioielli per un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *