Molteplici espressioni di vicinanza alla famiglia di Antonio Perrotta, 35enne di Fuscaldo morto a Sangineto. Focus sul controllo del territorio.
Vicinanza ai familiari, stabilire rapidamente le responsabilità, ma anche una richiesta di maggiore sicurezza sul territorio. È unanime il coro dei sindaci del Tirreno cosentino, dopo la tragica morte di Antonio Perrotta, operaio e operatore di servizi di sicurezza privata 35enne di Fuscaldo, morto dopo aver subito un pestaggio nei pressi di una discoteca di Sangineto dove prestava servizio (leggi qui).
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I primi cittadini dei due comuni maggiormente coinvolti lo hanno detto subito. “Non si può morire così”, le parole di Giacomo Middea, sindaco di Fuscaldo, che ha preannunciato la proclamazione del lutto cittadino in occasione delle esequie non ancora fissate in questa fase di indagine. “In quella giornata isseremo le bandiere a mezz’asta ed inviteremo tutte le attività commerciali ad abbassare le saracinesche”. Chiesto anche l’annullamento o il rinvio di eventi e manifestazioni.
Nessuno spettacolo anche a Sangineto dove il sindaco, Michele Guardia, ha detto: “La violenza non può e non deve mai trovare spazio nella nostra comunità” e chiarito che “episodi di questa gravità non possono essere ignorati. Dobbiamo tutti interrogarci e lavorare affinché sicurezza, rispetto e legalità tornino a essere valori imprescindibili della nostra convivenza”, ha aggiunto.
“Sul Tirreno cosentino, nelle ultime settimane, altri episodi di violenza hanno accompagnato le notti della movida”, il commento di Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro. “Questo lembo di terra ha bisogno di controlli, presenza e serenità”.
“Come segretario della Commissione anti ‘ndrangheta, ribadisco la necessità di contrastare con fermezza ogni forma di violenza e criminalità”, il commento di Antonio De Caprio, consigliere regionale di riferimento del territorio.
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