L’indagine della guardia di finanza su presunto peculato al Comune di Scalea scatena la rabbia e la delusione dei lettori sui social.
Amarezza, delusione, ma anche disillusione e rabbia: sono questi i sentimenti salienti dei lettori di Infopinione in merito alla vicenda giudiziaria che vede quattro dipendenti del Comune di Scalea indagati per presunto peculato, lasciati in forma di commento sulla nostra pagina Facebook ai contenuti che riguardano il caso.
L’inchiesta della guardia di finanza ha portato al sequestro di beni e denaro per circa 1,2 milioni di euro, fondi pubblici che secondo le accuse sarebbero stati sottratti dalle casse comunali e trasferiti sui conti personali degli indagati.
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Per documentare l’impatto di questa notizia sulla comunità locale, abbiamo raccolto in questo articolo i commenti più esemplificativi del sentiment generale dei cittadini. La risposta dell’opinione pubblica riflette un misto di indignazione morale per l’accaduto e profonda ampiezza del disagio sociale avvertito dal territorio.
Sotto i post social della nostra testata si alternano la rabbia per il danno economico subito dall’ente e la delusione per la reputazione della cittadina del Tirreno cosentino. C’è chi sottolinea con amarezza e ironia le difficoltà del bilancio comunale come Riccardo, che scrive: “Eh ma non ci sono soldi“, mentre Rita richiede maggiore trasparenza affermando: “I nomi. Vogliamo i nomi“.
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Non mancano i richiami alle garanzie costituzionali abbinati però a una ferma condanna sociale. Mena evidenzia: “Premesso che in Italia vige la presunzione di innocenza ma se fosse vero è una vergogna unica soprattutto se gli indagati sono padri o madri di famiglia…“, sostenuta da Tony che sintetizza la reazione emotiva con: “Vergogna ladri” e da Pasquale che chiede la linea dura: “Tolleranza zero x chi ruba i soldi pubblici“.
Lo sconcerto tocca anche il tema della continuità dei problemi amministrativi cittadini, espresso da Giovanni: “Sempre la stessa storia. Come si può sperare nel cambiamento di Scalea se ad ogni mandato di governo le arrestano sempre..“, mentre Giuseppe esprime uno scetticismo diffuso sull’esito della vicenda: “Tranquilli. Non pagheranno certamente. scommettiamo ???“.
Il volume della cifra contestata fa sorgere dubbi anche sui controlli interni ed esterni, come osserva Nazaria: “4 dipendenti…e gli altri non ne sapevano niente? 1,2 mln di euro..bruscolini proprio da non notarli“.
Il contrasto tra la stabilità del lavoro pubblico e i sacrifici dei lavoratori privati viene invece sollevato da Mario: “Solita pubblicità per Scalea….Che schifo. Ed hanno il posto fisso a 6 ore al giorno e i fessi si sudano la giornata lavorando anche 10 ore di fila. Vergognatevi ed ora se accertato andate in ferie pagate al gran hotel di San Lucido“, con un riferimento al carcere territoriale.
Infine, l’amarezza per il danno d’immagine della cittadina si riflette nelle parole di Francesca: “Io so solo una cosa. Che mi è arrivato un messaggio da una persona che conosco e sa dove sono nata che ha scritto ‘guarda cosa fanno nel tuo bel paese’….. Ragazzi, che vergogna…“, a cui fa eco il commento di Carmela sui sacrifici dei contribuenti: “Noi facciamo grandi sacrifici x pagare le tasse comunali e questi senza coscienza si rubano soldi vergognatevi!!!!“.
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