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Erosione: un piano da 13 milioni di euro



Finanziamenti regionali per arenili distrutti dalle mareggiate
Previste barriere soffolte per 6 comuni del Tirreno cosentino

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di PAOLO VILARDI

PAOLA – Un fenomeno che con il passare degli anni si fa sempre pi๠preoccupante per le località  di mare della penisola italiana, ma che in alcune zone è già  divenuto una vera e propria piaga.
Le cause sono diverse, ma hanno una particolare influenza i cambiamenti climatici e le forti mareggiate. L’erosione costiera è molto diffusa in Calabria, regione per la maggior parte circondata dal mare, ma sul Tirreno cosentino, negli ultimi anni, ha assunto una gravità  rilevante in quanto ha provocato ingenti danni ad alcune abitazioni e ha letteralmente cancellato lunghi tratti di spiaggia balneabile in zone ad alta vocazione turistica.
Nel contesto, ad aggravare ulteriormente il problema, l’abusivismo edilizio nelle zone a rischio, dove il mare in burrasca riesce ad arrivare. Le mareggiate a fine 2007 sono state tra le pi๠rovinose per la costa del basso Tirreno – cosentino, in particolare per Fuscaldo, Comune che al tempo aveva ricevuto fondi d’emergenza. Notevolmente colpiti anche gli altri centri del comprensorio, dove purtroppo la battigia è arretrata di molto togliendo spazi alla balneazione.
Per arginare il fenomeno al fine di recuperare tratti di spiaggia, sono stati stanziati diversi milioni di euro di finanziamenti pubblici, prevista nella Legge regionale 13 e negli Accordi di Programma quadro (Apq). I primi sono stanziati esclusivamente dall’ente Regione, mentre i fondi Apq sono previsti dal Cipe per le grandi opere infrastrutturali sul territorio nazionale, la cui destinazione è stabilita dal Governo in accordo con le Regioni.
In base allo stanziamento di fondi pubblici per frenare l’erosione costiera, nel basso Tirreno cosentino erano stati stanziati in totale, negli ultimi anni, 13 milioni e 400 mila euro. L’iter da seguire per i lavori e l’ottenimento dei fondi, al fine di offrire un quadro completo e dettagliato di tutti i Comuni del comprensorio, parte dallo studio di fattibilità  dell’Autorità  di bacino, organismo dell’assessorato ai Lavori pubblici regionale. In caso di un suo parere favorevole viene redatto il progetto preliminare che offre indicazioni per la consistenza del finanziamento da stanziare. Si procede quindi ad elaborare il progetto definitivo, un elaborato nei minimi dettagli, e ad ottenere una nuova autorizzazione dall’Autorità  di bacino, a cui si deve aggiungere il nulla osta di Sovrintendenza, Genio civile per le opere marittime, Capitaneria di porto, Dogana ed Agenzia del demanio. Dopo l’assenso di questi enti è la volta del progetto esecutivo, a cui segue l’assegnazione dell’appalto.
I lavori che interessano i centri del Tirreno cosentino consistono nella realizzazione di barriere soffolte, scogliere sommerse da piazzare parallelamente alla linea di riva. Lo scopo della protezione è quello di provocare la rottura di una determinata fascia di onde e la conseguente perdita di energia erosiva, un’operazione che ha come effetto l’allungamento della spiaggia.
Il primo Comune in cui inizieranno i lavori è Fuscaldo, che ha approvato il progetto esecutivo degli interventi con la Legge 13 e l’Apq ed ha ottenuto la concessione delle relative aree demaniali. Nella cittadina tirrenica erano giunti anche 180 mila euro di fondi d’emergenza per i giardini distrutti e le case sventrate dal mare a dicembre 2007. Le ruspe dovrebbero mettersi all’opera dal mese di ottobre.
I Comuni a nord di Fuscaldo destinatari di questo genere di finanziamenti pubblici sono Acquappesa, Guardia Piemontese e Cetraro. Nella prima località  il progetto è in fase di realizzazione per i fondi Apq, mentre per la trance della Legge 13 si sta ultimando il progetto definitivo. Nel comune occitano, invece, per l’Apq è in fase di preparazione il progetto esecutivo e per il fondo regionale si sta completando il definitivo. Anche per Cetraro, per entrambi i fondi, si sta ultimando la progettazione definitiva. Questo Comune, inoltre, beneficerà  di un ulteriore finanziamento, stavolta a carico della Comunità  europea, consistente in 700 mila euro, per il risanamento ambientale del Borgo marinaro, un tratto di costa di circa 250 metri.
Nella fascia sud del litorale i fondi con la legge 13 e l’Apq sono stati stanziati per Amantea e San Lucido. Per il primo Comune si stava completando l’iter delle autorizzazioni per la progettazione definitiva, ma lo scioglimento del Consiglio comunale potrebbe adesso bloccare o rallentare le procedure. I lavori interessano il tratto di costa di Campora San Giovanni. Sempre per Amantea, inoltre, la provincia ha previsto un milione e mezzo di euro con apposita delibera. Anche a San Lucido si sta completando il progetto definitivo, a cui, si ricorda, deve seguire il progetto esecutivo per poi procede all’appalto dei lavori.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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3 comments

  1. Leggendo l’articolo non si può non notare che manca Tortora. L’assessore di riferimento, Aldo Iorio, pare sia in procinto di inviare un interpellanza in Regione. Non appena possibile vi faremo avere ulteriori notizie. il Gestore

  2. Non ci sono parole a quanto letto. Spero che qualcuno lassù quantomeno ci aiuti….

  3. da notare che tutti e 6 i comuni hanno la ferrovia sulla piaggia

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