Senza un tetto dormivano nella stazione ferroviaria di Praia
Infogiovani sparge la voce e saranno ospiti di “Arcipelago”
DI ANDREA POLIZZO
È la storia di una famiglia Rom, madre e tre bambini di pochi anni, costretti a rendere ‘casa’ questa soluzione di fortuna in una condizione di vita estremamente disagiata.
“Prima – racconta Vilma, la madre Rom – eravamo ospiti di una signora che ci lasciava dormire da lei, ma poi è andata via e siamo andati in stazione. Prima ancora – aggiunge – vivevamo alla Lini e lane ma li ci pioveva e i bambini erano sempre malati”.
Poi, l’appello, il passaparola, avviato dalle suore di Nostra Signora al monte calvario di Praia a Mare al cui istituto, saltuariamente, la donna si rivolgeva per avere qualche indumento per se e i suoi bambini alcuni dei quali frequentavano anche la scuola.
L’invito è raccolto dall’avvocato Francesca Sansoni ed ‘amplificato’ dall’associazione Infogiovani Tortora che riesce a trovare una soluzione temporanea ma dignitosa. A fornirla l’associazione Arcipelago Sagarote di Diamante che ha accettato di ospitare i quattro nel complesso in cui svolge le proprie attività.
“Purtroppo – ha detto Luciana Pasetto, presidente dell’Arcipelago – possiamo mettere a disposizione per loro semplicemente un luogo sicuro dove dormire perché la nostra associazione vive di auto sostentamento. Per loro – ha spiegato – oltre al cibo, è necessario acquistare anche medicinali perché uno dei bambini è ammalato”.
A tal proposito, il tam-tam delle associazioni e dei privati che hanno preso a cuore questo caso non si è arrestato ed è subito partita una raccolta fondi che già nelle primissime ore ha dato i suoi frutti.
“Molte persone – ha detto Annamaria Limongi, presidente di Infogiovani – hanno voluto dare spontaneamente il loro contributo economico. Tutto si è svolto velocemente e abbiamo messo insieme quel che siamo riuscite a chiedere nei luoghi di lavoro che frequentiamo. Non molto, purtroppo, ma sufficiente per i primi giorni. L’intento – ha concluso – è quello di trovare per la famiglia di Vilma una sistemazione stabile che consenta ai bambini di ritornare a scuola”.
Nella periferia di Praia a Mare, sorge il complesso industriale ormai dismesso della Lini e lane (foto), solo in parte riutilizzato per l’insediamento produttivo. Gran parte dell’area, però, è da molti anni il rifugio della comunità Rom. Non si sa quante persone vivano accampate tra i muri fatiscenti e le lamiere dell’ex fabbrica tessile ma è certo che lo facciano in condizioni igienico sanitarie disagiate. Gesti come quello compiuto a Praia a Mare possono, forse, fornire un esempio, una possibilità per una vita migliore.
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