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Paola, la Procura vuole chiarezza su inquinamento, radioattività e rifiuti tossici

GS_inside_arPAOLA – Le richieste della Procura della repubblica di Paola al Ministero Ambiente e l’incidenza della radioattività sul territorio.

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I magistrati paolani vogliono vederci chiaro sulla radioattività, sull’inquinamento, sui rifiuti tossici interrati oggetto di inchieste e indagini.

La Jolly Rosso, la fabbrica Marlane, la nave affondata al largo di Cetraro, il fiume Oliva, sarebbero questi i siti all’attenzione del geo-radar visto all’opera ieri e nei giorni scorsi sul Tirreno cosentino. Ma anche il territorio di Paola è al centro dell’attenzione. E questo anche in virtù di un aumento vertiginoso dei tumori.

L’incidenza nella fascia di popolazione dai 30 ai 34 anni secondo uno studio effettuato alcuni anni fa dai medici di base e coordinato da Cosmo De Matteis è la più alta in assoluto (2,90% contro quella nazionale dello 0,74%).

Non è un caso che la Procura della Repubblica di Paola sia impegnata in più fronti. E non è nemmeno un caso che il rilevatore di radioattività sorvoli in questi giorni costantemente il Tirreno cosentino.

Di ambiente e tumori si è parlato anche durante un laboratorio aperto organizzato da Libera e coordinato dal dottor Carlo Tansi del consiglio nazionale delle ricerche. Troppi casi anomali.

Si è parlato di centraline elettriche. Del caso della famiglia di Antonella Politano sterminata dal cancro. Dell’inquinamento di fiumi e torrenti.

A breve potrebbe tornare al lavoro l’equipe medica guidata da De Matteis. E a distanza di anni tornare ad affrontare la problematica ed analizzarla con nuovi dati. Un lavoro complesso.

Quel che è certo è che il rilevatore di radioattività in questi giorni è al lavoro sul Tirreno. È stato visto all’opera sul territorio di Paola e sui cieli di Belmonte Calabro ed Amantea. Era già stato avvistato sulla Marlane alcuni mesi fa.

La Procura della Repubblica di Paola su precisa disposizione del procuratore capo Bruno Giordano aveva infatti richiesto al Ministero dell’Ambiente nei mesi scorsi la documentazione inerente il telerilevamento aereo finalizzato ad accertare eventuali variazioni dei parametri fisici e biochimici del suolo e l’individuazione di siti inquinanti sul territorio di competenza.

E questo in considerazione che l’autorità giudiziaria: “ha avviato una serie di controlli su siti inquinanti dei comuni del Tirreno cosentino”. Si chiede pertanto il lavoro e le risultanze relative al primo trimestre del 2014.

Trattasi di un progetto Pon sicurezza del Ministero: “Monitoraggio per l’individuazione di siti potenzialmente inquinanti nelle regioni obiettivo convergenza” la cui gestione è attribuita all’ispettorato ministeriale.

I rilevamenti vengono effettuati dalla società Helica Srl e coinvolgono quattro regioni. Oltre la Calabria anche la Campania, la Puglia e la Sicilia.

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About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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