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Basso Tirreno, si lavora a una unione di Comuni


GS_inside_arPAOLA – Unire i comuni per fare forza.

Se n’è discusso ieri, nella stanza del sindaco di Paola, Basilio Ferrari, che nei giorni scorsi ha lanciato l’idea di una unione dei comuni del Basso Tirreno cosentino e che, per lo scopo, ha chiamato a raccolta i colleghi delle municipalità confinanti.

A Palazzo Sant’Agostino c’erano Gianfranco Ramundo di Fuscaldo, Roberto Pizzuti di San Lucido, Giorgio Maritato di Acquappesa e Vincenzo Rocchetti di Guardia Piemontese. Invitato ed assente giustificato il sindaco dell’ultimo comune preso in considerazione, Giuseppe Aieta che era impegnato nell’occupazione con sciopero della fame del liceo Silvio Lo Piano di Cetraro nella battaglia per l’autonomia scolastica.

Questi sei comuni nella visione del promotore dell’unione dovrebbero dirigere la propria azione, almeno inizialmente, verso progetti di marketing turistico.

“Intanto – ha detto il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo – abbiamo avviato un ragionamento costruttivo ed importante perché abbiamo la necessità di mettere in piedi una serie di iniziative insieme. Bisogna far capire che questo territorio vuole ragionare in modo unitario per poter organizzare dei servizi, un’offerta turistica, trasporti che sono tutte condizioni basilari per rilanciare il nostro territorio. C’è un potenziale straordinario che intendiamo mettere insieme per attirare l’attenzione di coloro i quali passano da qui in modo distratto”.

Stare insieme per avere più peso non solo da un punto di vista turistico-ricettivo, ma anche da un punto di vista politico.

“Da tempo – ha detto Pizzuti – sono convinto che una unione dei comuni darebbe anche un peso politico maggiore sia rispetto ai singoli e anche secondo il famoso detto che tanti voti contano più di pochi voti. Ovviamente queste proposte sono sicuramente appetibili per

l’omogeneità delle necessità e per le possibili organizzazioni delle risoluzioni”.

“Allargando i confini – ha poi aggiunto il sindaco Maritato – crescono soprattutto le possibilità da parte dei singoli comuni e crescono anche le ambizioni, quindi ritengo che al più presto se diamo corpo a quest’iniziativa i benefici saranno per tutti a cominciare da noi

che siamo i comuni più piccoli. Potendo partecipare a questo genere di iniziative avremo riscontri positivi per la collettività soprattutto per quelle che sono le peculiarità di ognuno. Ad esempio, per quanto ci riguarda, per le terme”.

Eppure, in un territorio come quello del Tirreno cosentino in cui è difficile mettere d’accordo due persone anche solo per un confine tra terreni, come si fa a mettere insieme tante municipalità? Sulla questione il sindaco di Paola si è detto ottimista.

“In realtà – ha detto Ferrari – tra persone di buon senso che vivono tutti i giorni sulla propria pelle le problematiche del territorio con responsabilità non dovrebbe essere

difficile tracciare dei punti comuni. Credo che nelle difficoltà attuali che viviamo tutti i giorni

difficilmente si riesce a trovare soluzioni individualmente. È chiaro che si tratta, poi, di studiare un percorso, di vedere quale sia la forma migliore per intraprenderlo. Certo è che ci sono sono degli elementi forti che ci accomunano, di omogeneità territoriale e culturali, dal punto di vista della offerta turistica. Quest’ultima potrebbe costituire proprio il primo obbiettivo da raggiungere per poter essere competitive sul mercato globale”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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