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Il Salvadanaio, come riempirlo? Ecco i primi passi da fare


pignataro_impianti_inside_promoTORTORA – Il risparmio è sacro.


L’affermazione non è blasfema. L’istituzione familiare si regge su quanto si riesce a mettere da parte, sia per i figli che per fronteggiare eventi futuri, anche imprevisti.

In una corretta pianificazione finanziaria della famiglia ci sono, però, delle tappe da rispettare.

Nel precedente articolo pubblicato su questa rubrica (Tutela del reddito della famiglia: proteggere i propri cari dalle disgrazie) si è parlato di quanto sia importante provvedere alla tutela del reddito (e del patrimonio) della famiglia per evitare che le disgrazie che possono colpire i membri della famiglia, in particolar modo il o i portatori di reddito, si ripercuotano negativamente sul patrimonio familiare o sulla sopravvivenza della stessa e di come prevenire ciò.

Compiuto questo primo passo fondamentale, bisogna volgere l’attenzione e le risorse a disposizione alla costruzione di una scorta monetaria per fronteggiare imprevisti di varia natura. Cosa vuol dire?

Partiamo con un esempio. Mario, rappresentante farmaceutico, sposato e padre di tre bambini è un gran lavoratore e persona molto responsabile nei confronti della famiglia. Ha provveduto a tutelare i familiari in caso di suo decesso prematuro e tutto ciò che riesce a risparmiare mensilmente lo destina a dei piani di accumulo per garantire ai figli la possibilità di intraprendere gli studi universitari.

Mario usa la sua automobile (l’unica della famiglia) per lavorare e sfortunatamente, un giorno, tornando da lavoro a casa con la sua vettura, centra una buca sull’asfalto e riporta un danno molto serio al semiasse della sua auto, che va immediatamente riparato. Costo della riparazione: mille200 euro.

Mario si trova di fronte ad un imprevisto abbastanza oneroso e lui sa che sul conto corrente ci sono solo 500 euro.

Riparare l’auto è urgente, altrimenti non può svolgere il proprio lavoro. Mario a questo punto si trova ad un bivio: chiedere un prestito alla propria banca, pagando salati interessi o disinvestire parte dei soldi che sta mettendo da parte per l’università dei figli.

Entrambe le soluzioni però non gli fanno piacere (pagare interessi nel primo caso; togliere soldi all’istruzione dei figli nel secondo) e presentano l’ulteriore inconveniente dei tempi tecnici per ottenere il denaro a disposizione: 3/4 giorni per il prestito e 1 settimana circa per il disinvestimento parziale dal piano di accumulo.

Come avrebbe potuto Mario fronteggiare l’inconveniente col minor disagio possibile?

Nel modo più semplice, ossia lasciando parte del proprio risparmio sul conto corrente della sua banca. Detto questo, viene spontaneo domandarsi la cosa più importante: quanto lasciare sul conto corrente?

Anche in questo caso, come nella maggior parte dei casi in cui in finanza si ha a che fare col quantum di una prestazione, la risposta è: “Dipende”!

Dipende dal reddito a disposizione, dipende dal tenore di vita condotto, dipende dagli impegni finanziari in essere. Insomma, dipende da una serie di fattori variabili da individuo ad individuo o da famiglia a famiglia.

Una regola di condotta, generalmente consigliata è quella di dotarsi di una scorta monetaria (quindi soldi immediatamente disponibili) di ammontare pari a circa 3 o 5 volte il proprio stipendio netto mensile, con le dovute accortezze. E cioè?

Ritorniamo all’esempio di prima. Poniamo che Mario abbia un reddito mensile di circa mille700 euro netti e che ha provveduto a lasciare sul proprio conto corrente 6mila 800 euro, ossia 4 volte il proprio stipendio netto mensile. Pur essendo una persona avveduta, Mario non ha però ottimizzato la sua scelta, perché lasciando sul proprio conto corrente una giacenza media superiore a 5mila euro, egli è soggetto all’imposta di bollo annuale, su somme che per altro non gli rendono nulla e che sono solo a disposizione per fronteggiare imprevisti.

Mario perciò pagherà 34 euro e 20 centesimi di tasse che, se avesse mantenuto una giacenza media inferiore ai 5mila euro, non avrebbe pagato, senza poi contare le perdite “occulte” dovute all’inflazione e al mancato guadagno che sarebbe rivenuto dall’investire le somme in eccesso.

Per concludere, provvedere a costituire una scorta monetaria per fronteggiare gli imprevisti di breve periodo è una tappa, se vogliamo, obbligatoria in una corretta pianificazione finanziaria della famiglia, o quanto meno fortemente consigliabile, entro i limiti che ci consentono di sentirci tranquilli e di non caricarci di costi inutili (tasse, inflazione e costo opportunità).

Dott. Giuseppe Idà
Consulente finanziario
ida.g@copernicosim.com
3470799188


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