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Paola, mare sporco: una catena umana per protestare


Imprenditori, cittadini e turisti pronti a tenersi per mano lungo il litorale di Paola sabato 8 agosto. L’iniziativa fa seguito alla singolare protesta di Roberto Pennestrì che ha camminato sui binari del treno per duecento metri.

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PAOLA – Una catena umana lunga due chilometri protesterà sabato prossimo alle 18 e 30 contro il mare sporco.

L’organizzazione è ancora in corso, ma si presume coinvolgerà tantissima gente. Sono molte infatti le lamentele che si sono registrate in quest’ultimo periodo per le condizioni del mare e non solo limitatamente al tratto di costa di Paola.

Solo alcuni giorni fa ha destato molto interesse il singolare gesto di Roberto Pennestrì, gestore del lido Holiday beach di Paola che esasperato dalle pessime condizioni del mare ha camminato sui binari della ferrovia per circa duecento metri per poi sedersi linea ferrata nel bel mezzo del cavalcavia di rione Sant’Agata. Voleva attirare l’attenzione di cittadini e istituzioni e ci è riuscito. Almeno questa volta, perché Pennestrì non è nuovo a proteste per ottenere un mare pulito. È uno che ha ideali. Crede nel turismo e nelle vacanze sacro sante. Crede, come pochi, nella crescita del suo paese. Ma nonostante tutto è sempre stata una voce fuori dal coro. C’è chi pubblicizza solo bellezze, dimenticandosi i problemi di tutti i giorni come il mare sporco e l’inquinamento. Il suo gesto è stato apprezzato e i commenti positivi di tanti cittadini gli hanno dato coraggio per intraprendere l’ennesima giusta e legittima battaglia.

Anche, se non soprattutto, dal suo gesto nasce l’idea della catena umana. Si terranno per mano gestori di lidi, cittadini, esponenti di associazioni e di movimenti. E naturalmente turisti, quei pochi che sono arrivati e vogliono continuare a rimanere in città nonostante la salute del mare, ad oggi, non sembrerebbe delle migliori.

Nel frattempo a quanto pare sarebbero circoscritti a due episodi principali e ben determinati i fenomeni di inquinamento avvenuti sul litorale di Paola e accertati dalla Procura di Paola. le indagini sulla depurazione e sullo stato del mare comunque proseguono. La magistratura è ancora al lavoro e ha intensificati gli sforzi proprio nel periodo estivo per rispondere alle istanze di cittadini e bagnanti. E nell’interesse di tutti si sta cercando di fare chiarezza su queste situazioni (da chiarire se trattasi di inquinamento o semplice sporcizia dei fondali) che si stanno verificando negli ultimi giorni.

La protesta “solitaria” di Roberto Pennestrì accolta prima con diffidenza da alcuni colleghi gestori di lidi ha sortito i primi effetti. 24 ore dopo la risposta che si vuole dare è di quelle forti. Il video sull’inquinamento postato sui social network ha raggiunto picchi altissimi di visualizzazione. 20mila visite in poche ore.

Come se non bastasse diversi bagnanti hanno denunciato irritazioni cutanee al contatto con l’acqua. Uno stato di cose allarmante e che naturalmente rischia di compromettere il prosieguo della stagione estiva.

È sindrome da allarmismo o inquinamento vero e proprio? Di certo l’idea di un drone per monitorare il Tirreno cosentino può aiutare ma non serve a molto.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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