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Paola, non si dimentica Pompeo Panaro


Nel 34esimo anniversario dell’omicidio di Pompeo Panaro una messa celebrata per mantenere vivo il ricordo su un caso senza colpevoli.

PAOLA – “Una storia di omissioni, connivenze, depistaggi, ingiustizie, perpetrate per oltre trent’anni”.

Così don Ennio Stamile, referente calabrese di Libera in ricordo di Pompeo Panaro, nel 34esimo anniversario della sua scomparsa e nel corso di una funzione religiosa svolta a Paola a chiusura della settimana della memoria 2016. Quello dell’ex esponente della Dc è uno degli omicidi ancora irrisolti sulla costa tirrenica anche se gli elementi per punire i colpevoli, come fa notare il figlio Paolo Panaro, “erano tutti in mano agli inquirenti”.

A parlare di questa storia, oltre a don Ennio, è proprio chi di promesse in questi anni ne ha ricevute tante. Quella recente è stata anche l’occasione per mettere con le spalle al muro chi non ha ricordato suo padre nonostante le sue esplicite richieste. È mancata un’intitolazione, un ricordo qualsiasi, per rimediare a una mancanza storica.

“Si è fatto sì, in tal modo – ha detto Paolo Panaro – che di papà si perdesse anche la memoria. Non si è valutato se l’uomo, il politico e la vittima di mafia meritasse o meno un riconoscimento. Hanno preferito ignorare”.

Molte le assenze. Oltre ai fatti strani. Nel 1982 nessuno ricordava. Poi, qualche anno fa la memoria è tornata a tutti. Paolo Panaro ne ha anche per i magistrati che “vengono a dare lezioni in piazza e parlano di legalità, da perseguire anche e soprattutto nelle istituzioni, per dissiparne le troppe zone d’ombra. Peccato che quando è il momento di agire invece si ignora”. E aggiunge: “Come si potrà mai combattere la malavita se non si sconfiggono le connivenze e la corruzione? Perché la vicenda di papà è spiegabile soltanto in due modi: o c’è stata un’incapacità talmente marcata, oppure una corruzione talmente estesa da far perdere credibilità a tutto il sistema. È accaduto a Pompeo Panaro, ma potrebbe accadere a chiunque. Si è persa un’occasione per fare pulizia”.

In ultimo la denuncia: “Si è solo badato a non far trapelare nulla. E in definitiva il risultato, finora – ha affermato il figlio del politico democristiano ucciso – è stato che gli assassini sono rimasti liberi di delinquere e il sacrificio, il coraggio di un uomo che ha sfidato la malavita in quegli anni di fuoco, denunciando gli esecutori di un altro omicidio, invece di essere portato come esempio alle generazioni future da chi ne aveva obbligo e dovere istituzionale e civile è stato anzi soffocato, vilipeso, offeso fino alla dimenticanza più totale”.

Pompeo Panaro è scomparso a Paola il 28 luglio 1982. I suoi resti sono stati ritrovati dopo undici mesi grazie a una soffiata avuta dagli inquirenti. Sono seguiti poi anni caratterizzati da depistaggi, silenzi e omertà che non sono comunque bastati a fermare la voglia di giustizia del figlio. Nel 1982 Paolo Panaro aveva solo nove anni. Le risposte che ha richiesto per decenni sono racchiuse in un silenzio assordante. Nessuno era in grado di fornire spiegazioni. Anche se negli effetti non era così. Perché poi la memoria è tornata a tanti.

Don Ennio Stamile e Paolo Panaro
Don Ennio Stamile e Paolo Panaro

About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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