Depotenziamento del Ppi: Marsiglia (Sel), Mandarano (Alternativa) e Spolitu (Difesa sanità pubblica) chiedono le dimissioni del sindaco Antonio Praticò.

PRAIA A MARE – La gestione della questione ex ospedale di Praia a Mare da parte del sindaco Antonio Praticò è stato un fallimento totale e, per questo motivo, dovrebbe dimettersi.
È questo il pensiero del consigliere comunale e segretario Sel di Praia a Mare Francesco Marsiglia che preannuncia la presentazione al consiglio comunale di una mozione di sfiducia a carico del primo cittadino. Una posizione condivisa in una nota alla stampa da Antonio Mandarano, coordinatore del Movimento l’Alternativa e da Gino Domenico Spolitu per conto dei comitati civici a Difesa della sanità pubblica.
Quest’ultimo, da due giorni a questa parte, ha iniziato un nuovo sciopero della fame e l’astensione volontaria dalle cure mediche per le patologie di cui soffre. Spolitu siede su Viale della Libertà, nei pressi del municipio, manifestando ai passanti la sua protesta per la situazione della sanità a Praia a Mare e sul territorio dell’Alto Tirreno cosentino.

Tornando alla mozione di sfiducia verso praticò, le motivazioni dei sostenitori di questa misura sono racchiusi in una nota stampa nella quale si parla di “fallimento totale delle azioni messe in atto e palese inconsistenza politica dimostrata. A breve sarà presentata, da parte del consigliere Francesco Marsiglia una mozione di sfiducia del sindaco, ai sensi dell’articolo 21 dello statuto comunale da estendere alla maggioranza dei consiglieri affinché prendano atto dell’ennesima inefficienza gestionale del sindaco, in questo caso su una questione vitale per la nostra comunità, e di conseguenza obblighino il primo cittadino a consegnare la fascia tricolore nelle mani del Prefetto di Cosenza”.
I firmatari parlano inoltre di atto dovuto.
“Un’altra doccia scozzese per i cittadini dell’Alto Tirreno cosentino – si legge nel comunicato – che ormai dal 2012 si vedono negare il diritto all’assistenza sanitaria. L’atto aziendale dell’Asp di Cosenza, adottato con la deliberazione n.1397 del 29 Agosto 2016, riporta alla dura realtà quanti, tra sindaci e sedicenti esperti, avevano proclamato in pompa magna la rinascita dell’ex ospedale di Praia a Mare.
Ricordiamo che in recepimento delle proposte operative estese da un pool di esperti di altissimo rango e professionalità, che fanno capo ad un gruppo di sindaci del nostro comprensorio guidati dal primo cittadino di Praia a Mare, Antonio Praticò, era stato apparentemente approvato un nuovo piano di riorganizzazione della Casa della salute di Praia a Mare.
Il direttore Raffaele Mauro, qualche giorno fa, smentendo tutti anche se stesso, ha confermato quello che era l’obiettivo del commissario ad acta esplicitato nel famigerato decreto n. 30/2016, e cioè quello di trasferire le attività previste per i Punti di primo intervento alla gestione del 118 entro alcuni mesi (28 febbraio 2017).
Sono crollate, come castelli di carta, ipotesi fantasiose, quali il Ppi rafforzato, l’Obi, l’ambulatorio di Oncologia, la continuità ospedale/territorio. Il ridimensionamento dell’operatività del Ppi da H24 ad H12, con l’affido notturno dello stesso al 118 segna il definitivo de profundis della struttura ospedaliera e condanna le popolazioni alto tirreniche alla totale penalizzazione assistenziale, soprattutto per quanto attiene l’ambito dell’emergenza-urgenza, e ratifica la svendita della sanità pubblica alla clinica Tricarico, peraltro in grossissime difficoltà finanziarie.
La struttura privata è stata inserita nei protocolli operativi regionali e di area in un’ottica di supporto ed integrazione alla rete pubblica dell’emergenza-urgenza, mentre l’ex presidio di Praia a Mare è rimasto escluso dalla rete ospedaliera contrariamente a quanto stabilito dalle sentenze del Consiglio di Stato. Anche nei confronti dell’ospedale di Trebisacce sono stati usati due pesi e due misure, difatti il presidio ospedaliero dell’Alto Ionio è stato riclassificato in ospedale di zona disagiata con tanto di pronto soccorso H24 e posti letto per il ricovero dei pazienti acuti”.

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Da turista ultra 30enne di Praia a mare non posso accettare l’inerzia di chi governa e che dovrebbe assicurare almeno un minimo di sanità prima ai prajesi e poi ai numerosi turisti. Con molto rammarico e con tanta tristezza nel cuore sto seriamente pensando di recarmi altrove per le vacanze, in un posto dove un minimo di sanità è garantita e dove poter trascorrere con serenità qualche settimana all’anno senza dovermi preoccuparmi se succede qualcosa. Mi dispiace ma Praia e tutto il comprensorio sono destinati d una inesorabile eutanasia…