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Tragedia al campetto, focus investigativo sulla porta

Dove si trovava esattamente la porta da calcio che ha travolto Gabriele Bono e perché ha ceduto? Secondo gli investigatori qualcuno non ha detto tutta la verità.


SANGINETO – Dove si trovava esattamente e perché quella porta da calcio del campo giochi de Lo Scoiattolo a Sangineto ha ceduto travolgendo e presumibilmente uccidendo il 13enne ospite della struttura, Gabriele Bono?

Sono queste le principali domande a cui cerca di dare risposta certa chi indaga sulla morte del piccolo originario del Reggino.

Come anticipato ieri, ci saranno nuovi interrogatori poiché in ambienti investigativi è sorto il sospetto che qualcuno abbia in qualche modo provato a depistare le indagini, o meglio avrebbe fornito dati discordanti circa l’esatto luogo del ritrovamento di Gabriele.

Va ricordato che il corpo di Gabriele è stato spostato dal luogo dove è avvenuto il ferimento. Alcune persone – a quanto pare soggetti presenti nella struttura per minori disagiati – nel disperato tentativo di salvarlo anticipando l’arrivo dei mezzi del 118, lo hanno trasportato all’ospedale Iannelli di Cetraro.

I carabinieri, dunque, sono intervenuti direttamente presso la struttura sanitaria. Solo in un secondo momento si sono recati in quello che è stato indicato come luogo dell’incidente. Ovvero, un’area verde posta nelle adiacenze della villa nel centro storico di Sangineto che costituisce la sede de Lo Scoiattolo. Nel prato si trovavano anche due porte da calcio.

Nell’immediatezza dell’intervento, i militari dell’Arma hanno svolto un sopralluogo e raccolto informazioni. Elementi che sono stati poi accostati a quanto acquisito in sede di interrogatori e che dovranno ancora essere confrontati con l’esito dell’autopsia sul corpo di Gabriele disposta dal magistrato.

Nel frattempo, sono ufficialmente tre le persone indagate. Il proprietario della struttura, il gestore e un dipendente. Lo scenario che si prospetta è tale che all’esito dei nuovi interrogatori le loro posizioni potrebbero essere chiuse o, addirittura, il numero degli indagati potrebbe essere ampliato. Bisognerà valutare con attenzione tutti i soggetti che lo scorso 21 ottobre hanno avuto un ruolo in questa tragica vicenda.

Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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