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Paola, Perrotta in piazza a caccia di consenso

Paola al voto: l’ex sindaco Perrotta rigioca la carta della piazza per cercare la visibilità persa con le dimissioni dal consiglio e intercettare il consenso.

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PAOLA – Roberto Perrotta scenderà ancora una volta tra la gente. Per la seconda volta in quattro anni si presenterà alla piazza. Appuntamento per metà mese. L’ex sindaco di Paola cerca nel consenso popolare il lasciapassare alle prossime elezioni comunali.

Vorrebbe candidarsi, ma è consapevole delle difficoltà. L’esponente socialista ha anche la necessità di recuperare il terreno perduto. Un terreno reso infertile dalla decisione di dimettersi dal consiglio comunale. È calata la sua visibilità. Avrebbe invece potuto rappresentare anche dai tavoli dell’opposizione quella larga fetta di cittadini che ha espresso nei suoi confronti fiducia.

È rimasto invece dietro le quinte, accontentandosi di essere una comparsa piuttosto che un attore protagonista. Vedremo col tempo se la sua manovra è stata saggia e cosa avrà prodotto. Il suo partito è pronto a sostenerlo così come buona parte di Italia del meridione.

Ci sono altre componenti pronti a formare le liste. Gente navigata della politica è accanto a lui come i fratelli Franco e Ferruccio Fedele. E potrebbero esserci anche i reduci dell’ultima Dc. La sua squadra non sarà interamente di centrosinistra, ma pescherà un po’ ovunque.

Dovrà vincere prima però anche le “resistenze” di altri candidati. Non è un mistero che Perrotta si attenda un passo indietro di Graziano Di Natale, se l’alleanza tra Psi e Pd si concretizzerà. Di certo difficilmente vedrà luce un’alleanza con Progetto democratico che nei prossimi giorni dovrebbe sciogliere le riserve e presentare il suo candidato Pino Falbo.

Il centrosinistra di oggi non è tutto comunque riconducibile a tre nomi. Oltre a Falbo, Di Natale e Perrotta c’è chi spera ancora in una convergenza verso un candidato di superamento. Sembrano sfumati i tempi per indire le primarie annunciate dal Pd.

L’assemblea per decidere sul candidato a sindaco o nell’eventualità sulle alleanze e sul sostegno ad altri gruppi si fa attendere. Il referendum ha ridimensionato forse le aspirazioni di comando del Partito democratico. Il no si è assestato oltre il 74 percento e suona anche di bocciatura per i dirigenti locali. Le prossime consultazioni che dovranno essere indette alla provincia chiuderanno inoltre un’esperienza che porrà altri obiettivi al partito: le comunali o in alternativa le regionali. E Di Natale dovrà forse scegliere per non rischiare su entrambi i fronti.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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