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Incendi a Santa Domenica Talao, prime stime: 250mila euro


La conta dei danni dopo gli incendi che hanno martoriato Santa Domenica Talao. Il sindaco Lucchesi: 250mila euro. In comune i moduli per le istanze dei cittadini colpiti dalle fiamme. Lo sfogo dei Falchi del Pollino sulle falle nel sistema antincendio calabrese.

SANTA DOMENICA TALAO – Viene pubblicato in queste ore l’avviso pubblico per la richiesta del ristoro dei danni da incendio e rivolto ai cittadini di Santa Domenica Talao.

L’amministrazione e gli uffici comunali hanno predisposto un apposito modulo da compilare. L’insieme delle istanze saranno allegate alla richiesta di stato di calamità alla quale si lavora da alcuni giorni. Secondo il primo cittadino Alfredo Lucchesi le prime stime si aggirano attorno a circa 250mila euro.

Il territorio di Santa Domenica Talao è stato interessato più volte da incendi questa estate. L’ultimo in ordine cronologico è stato appiccato nella notte tra il 20 ed il 21 agosto ed è stato spento solo il 23 agosto.

In quella occasione non sono risultate persone ferite ma molti danni alle cose. Le fiamme hanno distrutto recinti, qualche ricovero per animali e alcuni capi di bestiame sono rimasti uccisi. Ma i danni avrebbero riguardato in particolare le coltivazioni dell’ulivo.

A quanto si apprende, della faccenda si stanno interessando anche i carabinieri della compagnia di Scalea che avrebbero richiesto documenti in municipio.

canadair trancia cavi elettrici santa domenica talao
Fiamme vicine alle abitazioni del centro storico di Santa Domenica Talao.

Falchi del Pollino: Aib calabrese inefficiente

Sul tema giunge anche lo sfogo di Valentino Cioffi, presidente dell’associazione di protezione civile Falchi del Pollino, con sede proprio a Santa Domenica Talao e operativa grazie a una convenzione annuale con il Parco nazionale del Pollino.

I volontari sono stati impegnati in prima fila anche nel corso dell’ultimo rogo che – a detta degli stessi – è esemplare nel mostrare la disorganizzazione del sistema antincendio calabrese.

“È un dato di fatto – sostiene Cioffi – che questa disorganizzazione si misuri nei tempi dilatati degli interventi. Nel caso dell’ultimo incendio abbiamo lanciato l’allarme alle 3 e 45 del 23 agosto. Il direttore delle operazioni di spegnimento (Dos, ndr) è arrivato sul posto solo alle 9 e 15 del mattino e il primo lancio di acqua da parte di un canadair lo abbiamo registrato alle 10 e 10”.

Secondo il volontario si deve fare i conti anche con le carenze di Calabria verde in termini di uomini e soprattutto mezzi. Mezzi che pure esistono, ma restano misteriosamente fermi a Catanzaro.

“Inoltre – ha aggiunto Cioffi – mancano politiche di prevenzione. Non si fanno più le pulizie dei boschi. Per i terreni privati incolti i comuni fanno delle ordinanze ma non i controlli per non generare antipatie elettorali. Infine, non c’è una coscienza civica tale da denunciare e indirizzare le forze dell’ordine verso i presunti piromani”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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