Roberto Perrotta ed i suoi, debitori nei confronti del Comune di Paola delle indennità percepite con il patto di stabilità sforato. Posta questione di incompatibilità dall’ex sindaco Ferrari e altri. Deciderà il tribunale di Paola che ha fissatola prima udienza al 23 febbraio 2018.
PAOLA – Caso di incompatibilità ecco il ricorso dell’ex giunta.
L’udienza al tribunale di Paola contro l’elezione dell’attuale compagine di governo è stata fissata per il 23 febbraio 2018.
A presentare ricorso sono stati il già primo cittadino Basilio Ferrari, il segretario regionale del Pri, Sergio Stancato, gli ex assessori del Comune di Paola Stefano Giovanni Mannarino, Dario Gaetano, Paolo Siciliano, Francesco Sbano e Francesco Serpa.
Il ricorso è contro Roberto Perrotta nella qualità di sindaco, Francesco Città quale assessore comunale, e infine nei confronti dei consiglieri comunali Giuseppe D’Andrea, Ivan Ollio, Francesco Sorace, Giuseppe Grupillo e Giovanni Politano. Un ricorso che coinvolge anche il presidente del consiglio comunale.
Tutti ad eccezione di Graziano Di Natale (presidente dell’assemblea) hanno già coperto cariche amministrative nella tornata elettorale 2007-2012. Hanno quindi percepito l’indennità di funzione prevista.
Tuttavia quell’amministrazione, sempre a guida Perrotta, ha sforato il patto di stabilità interno come riferimento degli anni 2009-2011 (come accertato dal Ministero dell’Economia e Finanza). La stessa giunta Perrotta ha anche accertato (da sua stessa delibera dell’aprile 2014) il mancato rispetto del patto di stabilità del 2012. Quindi per gli anni indicati la sanzione della riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza del 30 percento. Conseguenze queste previste dalla legge di stabilità finanziaria.
I fatti
Nel 2012 si insedia la giunta di centrodestra guidata da Ferrari la quale dichiara il dissesto.“Dall’attività di accertamento dei crediti e dei debiti – scrivono i legali nel ricorso – emergeva che i precedenti amministratori nonostante il riconoscimento del patto di stabilità interno per gli anni 2009-2011 e nonostante l’apposita delibera di giunta non avevano provveduto in alcun modo a ridurre le loro indennità, ma avevano percepito a tale titolo somme maggiori rispetto a quelle previste dalla legge”.
Un accertamento che comunque interessava anche altri amministratori che nel tempo avevano ricoperto la carica assessorile e nello specifico altre tre persone.
Sulla scorta dell’accertamento l’ufficio ragioneria diretto da Anna Anselmucci, attuale consigliere di opposizione, avviava il 10 luglio 2013 il procedimento volto a recuperare le somme. Seguiva altra comunicazione dell’allora segretario comunale Nicola Falcone.
Per i ricorrenti “i provvedimenti non sono mai stati impugnati diventando così definitivi con la conseguente cristallizzazione della posizione debitoria”. E pertanto “sono sempre stati consapevoli del loro debito nei confronti dell’ente”. Qualcuno di loro comunque ha provveduto a sanare parte delle vertenze.

“Gli amministratori hanno un debito liquido ed esigibile nei confronti dell’ente”. Parola dei ricorrenti.
Infopinione Informazione locale e opinione del Tirreno cosentino e della Valle del Noce
