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FA AV Sibari-Bolzano a Maratea, perplesse le associazioni calabresi

Sottrarrà utenza alla stazione di Scalea, mentre restano treni che non fermano tra Paola e Salerno.

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Desta non poca perplessità la decisione di istituire la fermata del Frecciargento Sibari-Bolzano alla stazione di Maratea, soprattutto perché accordata da chi dovrebbe tutelare il territorio calabrese“.

È quanto espresso dal coordinamento dell’Unione delle associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino.

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“Reputiamo questo accordo una richiesta puramente campanilistica e una scelta priva di buon senso – dicono -.

L’accordo infatti non solo è stato stipulato a titolo gratuito, dunque non avrà ricadute positive per la Calabria che invece corrisponde delle risorse a Trenitalia per il mantenimento del servizio in alcune tratte, ma sottrarrà utenza alla stazione di Scalea dove lo stesso convoglio ferma a distanza di circa 10 minuti.

In passato – prosegue il coordinamento – erano state presentate alcune osservazioni sull’assegnazione delle fermate.

Riteniamo infatti che non debbano crearsi guerre fra poveri, ma che queste debbano essere equamente distribuite, immaginando un unico distretto del Golfo di Policastro.

Che senso ha dunque istituire fermate vicine come quelle di Scalea e Maratea, quando poi ci sono altri treni che non effettuano soste fra Paola e Salerno?

L’amarezza deriva dal fatto che, con l’accordo concluso ieri, chi di dovere, ad oggi, ha totalmente ignorato le osservazioni delle associazioni, creando di fatto una vera e propria guerra fra poveri.

Questo collegamento oggi di fatto è l’unico vero treno ad Alta Velocità per raggiungere l’Alto Tirreno cosentino. Gli altri infatti effettuano ben tre fermate in Cilento oltre che quella a Maratea e soprattutto è l’unico convoglio a lunga percorrenza che raggiunge l’entroterra cosentino e lo Jonio.

Ma proprio adesso che finalmente è stato istituito un treno regionale in coincidenza con alcune delle aree più popolose della Calabria quali Corigliano Rossano, Cariati, Cirò e Crotone, i passeggeri rischiano di non trovare posto sul treno, sul quale a causa del Covid sono disponibili solo 216 posti e non sono previsti raddoppi di corse.

A ciò si aggiunge anche il temuto effetto boomerang avvenuto con i Frecciarossa, ed il fatto che la suddetta stazione non risulti essere a norma, in quanto non è stata abbattuta alcuna barriera architettonica.

Ci auguriamo dunque – conclude il coordinamento – che si tutelino gli interessi dei calabresi, rivedendo tale scelta ed assegnando alla stazione lucana la fermata di altri convogli”.

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