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Violenza sulle donne, i dati della provincia di Cosenza

Nella Giornata contro la violenza sulle donne l’Arma ha diffuso un report dei casi registrati sul territorio provinciale. In un anno 52 arresti per violenza di genere. Tante le iniziative di sensibilizzazione.

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Da novembre 2021 a novembre 2022 nella provincia di Cosenza, 52 persone sono state arrestate per violenza di genere: 1 per omicidio, 24 per maltrattamenti in famiglia, 6 per lesioni personali, 3 per atti sessuali con minori, 18 per stalking. 468 le denunce. Tra queste, 6 per diffusione illecita di video sessualmente espliciti e 1 per corruzione di minore.

Sono i dati che emergono da un rapporto diffuso oggi, 25 novembre, dal Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Se da un lato risulta in crescendo il numero delle donne disposte a denunciare i propri aguzzini, realizzando la necessità di vincere le forme di condizionamento sociale insite nell’alveo degli assetti familiari, da un altro lato il fenomeno assume contorni ancora preoccupanti: sul piano nazionale sono stati registrati, ad oggi, 52 femminicidi molti dei quali maturati nell’ambito delle relazioni coniugali o ad esse assimilabili.

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“Dati di assoluta rilevanza – si legge nella nota diffusa del Comando – che testimoniano da un lato la gravità emergenziale del fenomeno, dall’altra la determinata e risoluta attenzione dell’Arma al contrasto verso una gravissima forma di violenza e la crescente sensibilità ad ogni forma di prevenzione e vicinanza alle vittime.

L’Arma dei Carabinieri, infatti, in ossequio a quanto richiede la normativa di settore ed in particolare la Legge 69/2019 cd. “codice rosso” in materia di formazione del personale delle forze di polizia, si è dotata di una struttura dedicata, il Reparto Analisi Criminale – Sezione Atti Persecutori, integrata nella Rete Nazionale di Monitoraggio sulla Violenza di Genere ed inquadrata nel Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, che è capace di fornire supporto, concreto in loco o da remoto, sull’intero territorio nazionale, in occasione di eventi di particolare gravità, collaborando con i militari che hanno seguito specifici corsi di formazione nella gestione della vittima di violenza di genere sin dalle primissime fasi della denuncia delle violenze subite.

Sono state realizzate, inoltre, stanze dedicate alla ricezione delle denunce delle vittime di violenza di genere, presso i Comandi dell’Arma Territoriale, cd. “stanze tutte per sé” in collaborazione con l’Associazione “Soroptimist International”. Sono ambienti dedicati alla raccolta delle primissime delicate informazioni attraverso le quali la vittima trova ascolto e comprensione in ambienti informali che consentono un approccio più sereno con la vittima finalizzato a superare le possibili reticenze, condizionamenti difficili da sconfiggere dal punto di vista psicologico. Tendenza all’auto-colpevolizzazione, forme di giustificazioni per condotte violente dei propri compagni/mariti, desiderio di protezione nei confronti dei figli dalle conseguenze penali delle loro condotte, paura per le reazioni dei loro stessi affetti all’atto del rientro in casa, senso di pietà ed estrema tolleranza per familiari assuefatti all’alcoolismo, alla droga, al vizio del gioco: le donne continuano a vivere il loro ruolo di madri, mogli e figlie con un senso di innata protezione che riverbera nelle modalità con cui rimangono in silenzio nel momento della denuncia”.

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Tante le iniziative promosse dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con le istituzioni scolastiche e comunali, in programma oggi. A Cosenza, Rende, Paola, Castrovillari, Corigliano-Rossano, Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri hanno partecipato ad incontri e seminari in tema.

Illuminata di arancione la caserma “Paolo Grippo” sede della Stazione Carabinieri di Cosenza Centro.

Tutte le iniziative – fanno sapere dall’Arma – vogliono esprimere un ulteriore e chiaro segnale di vicinanza, sostegno, assistenza e solidarietà, verso quelle donne che, vittime di violenza, non solo fisica, ma anche assistita, verbale, economica, sessuale e psicologica, meritano di trovare, oltre gli aspetti connessi alla polizia giudiziaria, comprensione, ascolto, attenzione ed empatia”.


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