Il vicepresidente Filippo Mancuso traccia la nuova governance per la difesa del suolo in Calabria. Focus sugli interventi nel bacino del Crati e sulla mitigazione del rischio.

Ridefinire la governance della difesa del suolo, riordinare le competenze e aggiornare il quadro normativo andando oltre gli interventi emergenziali seguiti ai danni da maltempo che hanno recentemente interessato la Calabria.
Così, il vicepresidente della Regione Calabria e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo, Filippo Mancuso, ha tracciato la linea da seguire per mitigare il rischio idraulico.
Un Piano unico che richiama quanto chiesto a gran voce dai sindaci del Medio e Basso Tirreno cosentino per fronteggiare l’erosione costiera e il dissesto idrogeologico aggravati dal maltempo.
La richiesta è scaturita da un tavolo tecnico operativo riunitosi a Fuscaldo, il cui documento è stato affidato proprio a Filippo Mancuso che si sofferma in particolare sull’area dello Ionio cosentino.
A seguito dei quattro cicloni atlantici abbattutisi sulla regione, la Calabria è ora in attesa dell’ordinanza della protezione civile per accelerare ristori e ripristino dei servizi.
“La Calabria sta vivendo momenti drammatici” dichiara il vicepresidente Filippo Mancuso “ma non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza: serve un cambio radicale di impostazione“.
Su impulso del presidente Roberto Occhiuto, è stata avviata una sinergia con l’autorità di bacino distrettuale per ridefinire le competenze e aggiornare l’intero quadro normativo regionale.
Nello specifico del bacino del fiume Crati, è stata effettuata una ricognizione degli interventi finanziati, con sei progetti programmati dal 2017 per circa 20 milioni di euro. Oltre alla messa in sicurezza degli scavi di Sibari, sono stati consegnati lavori per 7,8 milioni di euro per il completamento degli argini verso monte alla fine del 2025. Tra gli interventi spiccano quello da 1,2 milioni nel comune di Corigliano-Rossano e il prossimo appalto da 5,5 milioni per mitigare il rischio a valle della statale 106. Sono in fase di attivazione ulteriori progetti nelle zone di Bisignano-Tarsia e alla foce del fiume, puntando a intercettare altri 10 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente.
“Dobbiamo accorciare i tempi tra programmazione e realizzazione” sottolinea Filippo Mancuso “affrontando il problema in modo sistemico con la progettazione di vasche di laminazione“. L’assessore punta anche sulla rimozione dei sedimenti accumulati e su un contrasto deciso alle occupazioni abusive dell’alveo, per contenere gli enormi volumi d’acqua attuali. Fondamentale sarà evitare nuove edificazioni in aree a rischio e valutare delocalizzazioni, restituendo naturalità al principale corso d’acqua calabrese in risposta ai cambiamenti climatici.
“Coinvolgeremo comunità locali e mondo accademico” conclude Filippo Mancuso “per costruire un percorso condiviso e non più rinviabile verso una nuova stagione di pianificazione“.
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