Celebrazione del precetto pasquale a Santa Maria del Cedro con il vescovo Stefano Rega. Presenti carabinieri, finanza e polizia dell’Alto Tirreno cosentino.

Forze armate e di polizia hanno celebrato questa mattina a Santa Maria del Cedro il Precetto Pasquale, nella chiesa parrocchiale Nostra Signora del Cedro. Un appuntamento annuale, consolidato nel tempo, che quest’anno ricade nel giorno in cui la Chiesa celebra la Solennità dell’Annunciazione del Signore a Maria.
Alla celebrazione presieduta dal vescovo della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, monsignor Stefano Rega, insieme al parroco di Santa Maria del Cedro, don Gaetano De Fino, al cappellano regionale della finanza, don Antonio Pappalardo, al cappellano interprovinciale dei carabinieri, don Enzo Ruggero, e al cappellano provinciale della polizia di Stato don Pier Maria Del Vecchio, hanno partecipato carabinieri, polizia stradale, finanza, agenti di polizia municipale e associazioni militari dell’Alto Tirreno cosentino.

“Una coincidenza significativa – ha detto il vescovo Rega nella sua omelia – per questo incontro con le forze armate e di polizia. Oggi siamo chiamati a riflettere su due aspetti. Il primo è la volontà di Dio di vivere in mezzo a noi. La solennità di oggi ci fa comprendere che il Signore Dio ha scelto di abitare in mezzo a noi, di essere un Dio con noi, non lontano dall’uomo e non indifferente a quello che accade nella nostra vita. È un Dio che ci ama, che per esserci vicino si è incarnato nel grembo verginale di Maria scegliendo di vivere la vita umana proprio come la viviamo noi. Si è fatto prossimo in tutto, è un Gesù che accoglie, guarisce, perdona e che ci mostra il volto di Dio.
L’altro aspetto di questa festa ci fa contemplare il ‘Sì’ di Maria: tutto avviene solo perché Maria dice si al progetto di Dio. Maria è colei che dice ‘eccomi’, colei che si rende presente e disponibile, che non si nasconde come hanno fatto Adamo ed Eva rovinando l’amicizia con Dio. Maria si fa trovare e permette a Dio di entrare nella storia e di operare la salvezza. Allo stesso modo anche noi siamo chiamati a dire ‘Si, eccomi’! Il nostro deve essere un si al bene, alla giustizia, alla pace, a tutto ciò è amore.
La vostra vita, di persone chiamate a lavorare per la comunità, come la nostra vocazione – ha aggiunto monsignor Rega – è un Sì al Signore: come noi sacerdoti avete detto ‘Eccomi’, scegliendo di collaborare al bene per il compimento di un regno di giustizia e di pace.
Certo, con le nostre fragilità e i nostri dubbi, come Maria. Ma l’Angelo le disse ‘Non temere’. Anche noi mostriamo limiti e paure, tentiamo di fuggire davanti ai nostri impegni, ma anche a noi l’Angelo del Signore oggi dice ‘Non temere’, perché sarà l’aiuto di Dio a completare tutto quello che segue per garantire bene, giustizia, amore e pace.
La vostra partecipazione a questa celebrazione – ha concluso il vescovo – testimonia la presenza di Dio nella nostra vita. Insieme possiamo farcela, con il nostro Sì possiamo garantire che il bene, l’amore e la giustizia prevalgano sul male. Il Signore non ci chiede di essere perfetti ma disponibili, sceglie ciò che è umile, piccolo, semplice. Sentiamoci dentro questa storia di ‘chiamati’ anche noi continuando a dire il nostro Sì al Signore che ci accompagna e ci sostiene”.
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