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Caro carburante, il vescovo Stefano Rega incontra gli agricoltori in protesta a San Marco Argentano


Il vescovo Stefano Rega ha visitato il presidio degli agricoltori a San Marco Argentano per esprimere sostegno e vicinanza alla protesta contro il caro carburante.

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Il vescovo della diocesi San Marco Argentano Scalea, monsignor Stefano Rega, ha fatto visita al presidio degli agricoltori allestito a San Marco Argentano, che protestano contro l’aumento dei costi del carburante e l’aumento dei costi che gravano sul settore agricolo.

Ieri, martedì 6 ottobre 2026, il vescovo ha incontrato gli agricoltori presenti, esprimendo loro vicinanza e solidarietà e lasciando un messaggio di sostegno alla loro mobilitazione e alle difficoltà che quotidianamente affrontano nel proprio lavoro.

Il messaggio del vescovo Stefano Rega agli agricoltori

Questo il messaggio che il vescovo Stefano Rega ha consegnato agli agricoltori in protesta a San Marco Argentano per il caro carburante.

“Carissimi fratelli e sorelle, lavoratori della terra, proprio domenica abbiamo ricordato San Francesco d’Assisi che ha saputo leggere nel creato la mano di Dio creatore e si è fatto cantore delle sue lodi. La terra, come vuole la visione del libro della Genesi, viene affidata all’uomo con il compito di custodirla e coltivarla. In questo lavoro l’uomo tende sempre di più a rassomigliare a Dio, esempio di vero agricoltore così come lo descrive il salmo: ‘Tu ti prendi cura della terra, la irrighi e la rendi feconda… Ne bagni i solchi, ne spiani le zolle, la amorbidisci con le piogge, ne benedici i germogli… I pascoli del deserto ne sono inondati e i colli si cingono di gioia. I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di grano: tutto canta e grida di gioia‘! (Sal 65,10-14).

In questi giorni non possiamo non ascoltare il grido di chi si occupa della terra e tendere loro le mani in nome della dignità umana e del sacrificio del duro lavoro dei campi. Sempre domenica scorsa, il profeta Isaia, nel testo della prima lettura, ci ha ricordato come al lavoro della vigna debba corrispondere, con coerenza, il problema di un’equità sociale: ‘Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, si aspettava rettitudine ed ecco grida di oppressi‘ (Is 5,7).

Non basta perciò esprimere una piena e convinta solidarietà verso gli agricoltori del nostro territorio. Il rincaro dei costi di produzione è davvero insostenibile e incide molto di più su chi è più povero e non ha riserve a cui attingere in momenti di difficoltà. Non è solo questione di organizzazioni di categoria e neppure solo di economia, pur tenendo conto che l’agricoltura incide sul Pil regionale per il 6,2% (che è il triplo della media nazionale fissato al 2,2%).

Ritengo che il problema sia più complesso: ci sono storie di vita di madri e padri che stentano ad assicurare un minimo di dignità al loro lavoro. Gli aiuti, perciò, non possono essere momentanei o di facciata: occorre ripensare ad interventi strutturali di giustizia sociale. Vanno tutelati soprattutto i piccoli agricoltori che soffrono più di altri.

Gli agricoltori nelle loro fatiche si rendono imitatori di Dio che si preoccupa di nutrire l’umanità. Rivolgo perciò un accorato appello alle autorità civili, regionali e nazionali: vi esorto ad ascoltare con attenzione e rispetto il grido dei presidi, aprendo tavoli di confronto che portino a misure eque, rapide e strutturali.

Al contempo, invito la nostra comunità diocesana a camminare insieme ai nostri agricoltori, sostenendoli non solo con la vicinanza umana, ma anche promuovendo un’economia locale che metta al centro la persona e il lavoro dignitoso. Affido al Signore le vostre fatiche, le vostre famiglie e le vostre speranze, affinché guidi i cuori di tutti verso sentieri di giustizia, di pace e di autentico bene comune. Con affetto e vicinanza paterna”.


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