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Fermo autotrasportatori in Calabria, presidi con blocco sul Tirreno cosentino


Fedralog Calabria annuncia presidi con blocco della Ss 18 sul Tirreno cosentino per il fermo degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre 2026. Punto di riferimento sulla costa sarà Santa Maria del Cedro.

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Fedralog Calabria, ha annunciato che il fermo regionale degli autotrasportatori calabresi proclamato dal 16 al 20 ottobre 2026 avrà presidi sul Tirreno cosentino, lungo la Ss 18.

Gli organizzatori hanno chiarito che l’elenco dei luoghi dove saranno organizzati presidi sarà ufficializzata nel pomeriggio ma in Riviera dei Cedri il punto di riferimento per il territorio sarà Santa Maria del Cedro, con presidio in corrispondenza dell’area nei pressi del Lungomare Perlasca, dove durante l’estate era installata l’Arena dei Cedri.

Se – come ipotizzato – il numero di adesioni sarà elevato, parte dei protestanti andrà a costituire un secondo presidio a Tortora ed eventualmente, in altri comuni. Uno di questi potrebbe essere Guardia Piemontese, punto strategico per l’incrocio della Ss 18 TIrrena Inferiore con la Ss 283 Trasversale delle Terme Luigiane che si dirige verso l’interno e porta verso l’Autostrada A2 del Mediterraneo.

Inoltre, i promtori hanno precisato che si tratterà di presidi con blocco e hanno invitato cittadini, famiglie, lavoratori, imprese, commercianti, artigiani e l’intero mondo produttivo a scendere in piazza al loro fianco.

La Federazione autotrasporti logistica Calabria, associazione di categoria che rappresenta le imprese di autotrasporto e logistica, ribadisce i motivi della protesta giunta dopo settimane di confronti senza risposte istituzionali immediate e sufficienti.

Le aziende del settore affrontano infatti costi sempre più elevati per carburante, personale, polizze assicurative, manutenzione dei veicoli, rate d’acquisto e spese generali di gestione. A questo quadro si somma la forte pressione sulle tariffe che impedisce di operare in equilibrio economico, portando molte imprese al completo esaurimento della liquidità.

Il fermo nasce quindi da una situazione di necessità per denunciare una condizione insostenibile, pur garantendo i servizi essenziali e lo svolgimento pacifico della mobilitazione.

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