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Omicidio Francesco Madera a Campana, fermati mandante ed esecutore per l’agguato mortale del 2019


I carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Dda nei confronti del presunto mandante ed esecutore per l’omicidio di Francesco Madera avvenuto a Campana nel 2019.

Due persone sono state fermate dai carabinieri oggi, giovedì 5 novembre 2026, a Campana, in provincia di Cosenza, e a Prato, perché ritenute mandante ed esecutore dell’omicidio di Francesco Madera, avvenuto il 19 novembre 2019.

La vittima era stata rinvenuta priva di vita all’interno del proprio fondo agricolo in località Vaccarizzo. Il cadavere presentava una ferita da arma da fuoco all’addome e lesioni al cranio provocate da oggetti contundenti.

I due fermati, in questa frase preliminare delle indagini, sono indiziati di omicidio aggravato dalla premeditazione, dall’impiego di un mezzo insidioso, nonché dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione dell’attività di un’associazione di tipo mafioso.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti basata anche su dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, Madera, un allevatore di Campana, sarebbe stato ucciso per vendetta. Dieci anni prima, l’uomo aveva ucciso il fratello di uno degli indagati, venendo poi condannato al carcere espiando per intero la pena. Una volta tornato in libertà – sostengono gli investigatori – i due avrebbero maturato il proposito di fargliela pagare.

Nel progetto criminale, si sarebbe quindi registrato il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata dell’area di Cassano allo Ionio nell’individuare l’esecutore materiale e una persona in grado di conquistare la fiducia di Francesco Madera e attirarla nel luogo dell’agguato.

Secondo la ricostruzione investigativa, “il coinvolgimento della consorteria mafiosa avrebbe avuto la funzione di assicurare la realizzazione del progetto omicidiario e, al contempo, di rafforzare il prestigio criminale, la capacità di intimidazione e il controllo esercitato dall’organizzazione sul territorio”.

Il decreto di fermo di indiziato di delitto è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, Direzione distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, ed eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cosenza, con il supporto dei militari di Prato.

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