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Segnali di dissoluzione



Editoriale


 

DI ANDREA POLIZZO

 

Gli studenti sono in agitazione. La riforma Gelmini, dalle elementari alle università, crea disappunto e consensi. Ancora una volta il belpaese spaccato in due.

 

Vorrei sottolineare due aspetti. Da un lato forse ai più, me compreso, sfugge il contenuto di questa legge. I tagli alle risorse rimandano alla finanziaria di Tremonti più che alle valutazioni del ministro dell’Istruzione. Bella analisi, ma il grembiulino e il voto in condotta hanno monopolizzato a lungo i dibattiti nei tiggì e nei programmi di approfondimento. Almeno finché gli studenti non sono scesi in piazza.

Dall’altro un premier sempre più autoritario rievoca antiche usanze annunciando l’uso delle forze dell’ordine negli atenei. Discutere su questo è importante ma sarebbe stato giusto anche approfondire le migliaia di insegnanti che perderanno il posto o la possibilità  della privatizzazione degli atenei attraverso l’escamotage “fondazioni”.

 

In entrambi i casi, un problema scottante, di forte interesse nazionale, che però viene trattato con le modalità  ormai consone dell’informazione nel nostro Paese. L’approfondimento volge verso altri lidi e le voci di dissenso invece che essere valutate vengono demonizzate.

 

Esempi. Ieri al TG1 Bonaiuti criticava aspramente Veltroni di essere contrario alle decisioni del Governo, di essere molto presente in televisione, radio ed internet con il solo scopo di portare più gente alla sua manifestazione. Insomma Veltroni si dà da fare nel suo ruolo di opposizione. Bonaiuti ne parlava scandalizzato. Un esempio classico del modo in voga di consegnare messaggi alle utenze.

Il Senatore Maurizio Gasparri, tornando alla scuola, commentava in favore del diritto di chi vuole seguire le lezioni e contro chi vuole occupare, descrivendo i primi come i molti ed i secondi come una ristretta minoranza politicizzata dalla sinistra. Il servizio si fermava li, con l’arguta analisi del capogruppo Pdl al Senato. Sarà, ma le proporzioni non mi sembrano come descritte da Gasparri.

 

La vicenda della riforma nell’istruzione contribuisce a quella sensazione che questo paese sta cambiando in qualcosa di diverso. Come se si stesse cercando di fare un nuovo tipo di italiano. Saranno le solite illusioni, più che sentori, ma ho l’impressione che negli ultimi anni la nostra società  volga al declino. Un declino culturale-politico ancor prima che economico. Mentre continuiamo ad essere tra i popoli peggio informati del pianeta, abbiamo smarrito quel tratto peculiare degli italiani. D’essere capaci di proiettare noi stessi, la nostra genialità , la nostra creatività, la nostra capacità  al di fuori dei confini nazionali.

 

Da secoli questa nazione si è fatta ammirare dal proscenio mondiale per aver dato i natali e, attenzione, per aver formato immensi pittori, architetti, scultori, inventori, compositori, scienziati, filosofi, pensatori, scrittori. Oggi siamo noti per la moda e poc’altro. L’istruzione è fondamentale ed è utile se riesce a fornire ampie possibilità, alterni punti di vista, alla formazione del’individuo. La formazione degli studenti di oggi incide sui governanti di domani.

 

Io vedo ancora segnali di dissoluzione della nostra nazione nelle modalità di riformare la scuola, al pari di come avviene per l’informazione e per il lavoro.

 

leggi:

 

EZIO MAURO

ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA

LIETTA TORNABUONI


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. Giuseppe Miraglia

    Vi invito a seguire questo intervento, e non attenersi semplicemente alle segnalazioni che fanno più comodo pubblicizzare . http://video.palazzochigi.it/gelmini221008.asx.
    Fatelo dopo di che sarete liberi di rimanere fermi sulle vostre convinzioni!